sabato 12 settembre 2009

Lorella Zanardo: «Blog e mail: mezz'ora di protesta ogni giorno per riprenderci la voce»

di Edoardo Novella

«Lavoriamo, più di prima. In famiglia contiamo e decidiamo, più di prima. La famiglia stessa la “reggiamo” più di prima, più dei nostri uomini. Ed è – paradossalmente - questo nostro fare “privato” totale, senza pausa, che ci condanna al silenzio pubblico». Lorella Zanardo è l’inventrice di un piccolo fenomeno che si chiama Il corpo delle donne, un documentario dedicato all’uso pubblico della rappresentazione e della realtà femminile. Fatto in gran parte di spezzoni di programmi tv che raccontano semplicemente quello che già sappiamo, che già abbiamo visto. Ma di cui forse non ci siamo resi conto. Veline, stringendo un po’. Il documentario è online, tradotto in inglese, spagnolo e portoghese. Poi c’è il blog, www.ilcorpodelledonne.net: 240mila contatti. «Roba che ha interessato già il Nyt, l’Independent, l’Herald Tribune e - la prossima settimana – la Bbc» spiega la Zanardo. Che riprende il tema lanciato da l’Unità proprio sul silenzio delle donne. «Il fatto è che siamo impotenti. È come se il prezzo che stiamo pagando per il nostro essere attive dal punto di vista del reddito e della responsabilità nelle nostre case sia il non avere voce. E da questo punto di vista il fattore tempo è decisivo. Siamo iperimpegnate,siamo quelle che in Europa lavorano di più ma che hanno la minor assistenza in fatto di asili, sostegno per gli anziani. Per non dire dello scarso aiuto dei propri compagni. E poi la politica... ».

Sempre colpa della politica...

«Alle donne questa politica svuotata di significato non interessa, perchè non riguarda le cose. In realtà moltissime di noi sono in attesa di poter fare, stiamo scavando... ».

Nel documentario avete sottolineato soprattutto l’umiliazione mediatica del corpo femminile: la donna-oggetto. Ma non esiste anche un uso consapevole del corpo-oggetto, che sa stare nel gioco non come vittima?
«Distinguerei. Le ragazzine sono umiliate, costrette a esibire la loro succube giovinezza, ma molte donne televisive adulte replicano all’eccesso i ruoli maschili. Una specie di misoginia delle donne contro altre donne. Il punto che è la tv ha imposto un modello femminile a varietà zero. È in grado ormai di produrre cloni che troviamo in strada, comunemente, un numero infinito di Noemi. In questi ultimi 25 anni la tv commerciale è stata l’unico vero educatore perchè né la scuola né tutte le famiglie hanno saputo essere sostegno vero ai giovani. Cosa potevamo aspettarci? La tv ha le sue colpe, ma la domanda è: dove sono gli adulti?».

E l’altra domanda è: che fare? Sul blog ricevete moltissime richieste di un’azione concreta, ma in cosa si potrà esprimere? Ha senso la risposta “torniamo in piazza”?
«Ancora non lo sappiamo. Noto una cosa: siamo in regime di supplenza. Dov’è la politica? Certo che cose da fare ce ne sono. Intanto dico: prendiamoci tutte mezz’ora al giorno per protestare. Mettiamolo come appuntamento nelle nostre agende: inviamo e-mail a Mediaset e Rai per dire che non vogliamo zoomate ginecologiche sulla Belen di turno, scriviamo all’Acqua Rocchetta che il suo spot è offensivo. Dall’altra parte noi de Il corpo delle donne stiamo rinforzando il livello di consapevolezza. Dopo il documentario stiamo preparando un dossier su pubblicità e trasmissioni tv che veicolano messaggi umilianti e degradanti per le donne e sulle donne. Poi stiamo iniziando una collaborazione con gli insegnanti per portare nelle classi una “guida” sui “nuovi occhi per guardare la tv”. Per scrollare la patina di “normalità” con cui si assiste a certi programmi».

Quanto pesa sulla difficoltà di “agire pubblicamente” la battaglia persa nel referendum sulla fecondazione? In fin dei conti più nel “corpo delle donne” che non l’obbligo di impianto di 3 embrioni...
«Certo che quello è stato un momento centrale. Ci ha detto che la politica non parla alle donne nemmeno quando è fatta dalle donne, non sa tradurre in linguaggio chiaro la posta in gioco».

Sul vostro blog molti messaggi sono di uomini. Che provano a loro modo ad uscire dal silenzio. Crede sia un’alleanza necessaria?
«Sì. È con loro che dobbiamo rompere l’equazione “questione femminile”-“ questione di genere”. La nostra voce per una vera dignità, per un vero riconoscimento sociale e politico non è la richiesta di una “parte”. Vogliamo diritti che è la Costituzione a prevedere. In Norvegia il ministro delle Pari opportunità è un uomo. Chiaro no?».

31 agosto 2009


Ho voluto riproporre interamente l'intervista a Lorella Zanardo comparsa sul quotidiano L'Unità perché l'argomento dello sfruttamento e della ridicolarizzazione del corpo delle donne in televisione mi sta sempre più a cuore e sono diventata molto intollerante nei confronti degli innumerevoli modi con cui vengono calpestati la dignità e i diritti delle donne (spesso con il consenso delle donne stesse purtroppo).

Credo che grazie a Lorella Zanardo e a Marco Malfi Chindemi, autori del documentario Il corpo delle donne, si stia movendo qualcosa.
Grazie al loro lavoro sta aumentando la consapevolezza dell'orrore proposto ogni giorno dalla TV italiana e presto verranno gli strumenti per combattere insieme, in un movimento unitario e compatto, lo scempio perpetrato nei confronti del corpo delle donne.

domenica 9 agosto 2009

Nagasaki, 64 anni dopo


Noi, in quanto essere umani, abbiamo 2 strade di fronte a noi ora: mentre una strada ci può condurre ad un mondo senza armi nucleari, l'altra ci porterà verso l'annientamento, la distruzione, la sofferenza come hanno già sperimentato gli abitanti di Hiroshima and Nagasaki, 64 anni fa.

Tomihisa Taue, sindaco di Nagasaki
Per ricordare quella tragica giornata, andate su questo sito.

giovedì 6 agosto 2009

Hiroshima, 64 anni dopo


Oggi è il 6 agosto.
Un'altra calda giornata estiva, ma oggi è anche il 64° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima, in Giappone da parte degli Stati Uniti, alla fine della II Guerra Mondiale.
Scelta come obiettivo per ragioni militari e per il suo terreno piatto (quindi facile da valutare in seguito) Hiroshima era abitata da circa 250.000 persone al momento del bombardamento.

Il bombardiere statunitense B-29 "Enola Gay" era decollato dall'isola di Tinian (una delle tre isole che formano il Commonwealth delle Isole Marianne Settentrionali) la mattina del 6 agosto, trasportando una sola bomba d'uranio dal peso di 4000 kg, con nome in codice "Little Boy".
Alle ore 8:15 del mattino (ora americano; ore 22:15 ora giapponese), Little Boy è stata lanciata a 9.400 metri al di sopra della città e dopo 57 secondi di caduta ha raggiunto il suolo. La detonazione ha liberato un'incredibile energia esplosiva che ha bruciato tutta la città ed ogni essere vivente è stato investito da radiazioni mortali.
Si stima che circa 70.000 persone siano rimaste uccise immediatamente, mentre altre 70.000 persone, sopravvissute allo scoppio della bomba, sono morte in seguito a causa delle lesioni riportate e dell'esposizione alle radiazioni dal 1950.

Oggi la città ospita l'Hiroshima Peace Memorial Museum, che si trova vicino al luogo dell'impatto della bomba, costruito nella speranza di porre fine all'esistenza di tutte le armi nucleari.

Potete trovare una straordinaria galleria di immagini in questo sito.
Eccone alcune...




lunedì 6 luglio 2009

Dottor Niù – Ritratto della società degli anni 2000


Non è un libro che ho letto recentemente, ma che è tra i miei preferiti.

Si tratta di una raccolta di articoli su svariate tematiche attuali, scritti in modo satirico, divertente e pungente da Stefano Benni (io adoro questo scrittore!) per il quotidiano “La Repubblica” e suddivisi in stagioni.

INVERNO:

  • Il dottor Niù” è il personaggio del racconto che dà il nome al libro. Egli impersona la tendenza moderna alla novità costante, la corsa frenetica e spesso insensata che spinge molta gente ad accaparrarsi i prodotti più moderni e tecnologici, gettando nel bidone della spazzattura il telefonino o il computer comprati magari due mesi prima. “Ma se tutto deve essere nuovo, obietto, come mai il presidente degli Stati Uniti sembra il nonno di suo padre? E come mai in Italia da vent’anni conserviamo in una salamoia di fard un miliardario pataccaro che propone sempre la stessa televendita?“.
  • Caro Agnelli ti scrivo“: che la pubblicità sia ingannevole è risaputo. Ma spesso oltrepassa i limiti, prendendo per il culo noi consumatori. Piccolo esempio: perché negli spot automobilistici si vedono solo automobili che scorrazzano lungo strade deserte, che si snodano attraverso paesaggi mozzafiato e i guidatori non incontrano mai code, incidenti o difficoltà nel trovare un parcheggio?
  • La favola della fine del mondo“: un padre racconta al proprio figliolo la storia degli uomini del 2000. Uomini strani che, sebbene vivessero in un’emergenza costante, se ne fregavano dei problemi reali e preferivano dare nuovi nomi a cose terribili per renderle meno spaventose o per giustificarle (”le guerre erano intelligenti, i mercanti d’armi si chiamavano esportatori di tecnologia bellica“).
  • I mostri della notte di Natale“: il mondo è in pericolo, ma questo non impedisce ai suoi abitanti di gettarsi a capofitto nei centri commerciali e nei negozi alla ricerca del regalo di Natale perfetto. Esilarante la descrizione dei donatori natalizi, in particolare quella del gastronomo. ;)
  • Natale a Monte Candido“: esiste ancora un luogo sulla Terra “incontaminato, non ferito dall’arroganza dei media e dell’affarismo” e dove poter vivere un Natale secondo i tradizionali e puri valori di un tempo?
  • Capodanno“: Benni individua diversi tipi di eroi del Capodanno; da spanciarsi dalle risate.
  • I calendari“: l’annoso dilemma che si presenta all’inizio di un anno nuovo e che mette in crisi l’italiano medio è: quale calendario Vip appenderò sui muri della mia camera per i prossimi 365 giorni?
  • Rainer Tim, esploratore“: diario di un viaggio da Milano a Bari. Quante peripezie ed inconvenienti deve affrontare Rainer Tim sulle strade e sulle autostrade italiane, sulla rete ferroviaria e sugli aeroplani Alitalia.

Questo è solo un piccolo assaggio; per le altre stagioni, cercate di reperire il libro.
Ne vale la pena!

Stelline: 5

Dettagli:
"Dottor Niù"
di Stefano Benni
Editore: Feltrinelli
Anno: 2007
Pag. 155

martedì 30 giugno 2009

Still alive

Non sono sparita!!!
Purtroppo sono piena fino al collo di esami universitari...
Allora, un piccolo recap: l'esame di antropologia culturale dei paesi asiatici è andato bene (30!!!) e oggi ne ho sostenuto un altro, ovvero strategie economiche della promozione editoriale (28!!!).
Posso ritenermi molto soddisfatta dell'andamento degli esami di questa laurea specialistica finora... Spero con tutto il cuore di continuare in questo modo!
Ma non è ancora finita. Infatti, prima di potermi godere veramente quest'estate 2009, devo sostenere altri due esami nel mese di luglio ormai imminente: il 7 ho teorie e tecniche del linguaggio televisivo, mentre il 22 diritto pubblico.
Ah si, il 22 luglio è anche il giorno del mio compleanno... sottigliezze!!!

Cambiando decisamente argomento...
Il 18 giugno ho assistito al magnifico concerto dei Depeche Mode allo stadio San Siro di Milano. Il mio primo concerto dei DM.
Purtroppo non ho il tempo di descrivere lo spettacolo, le bellissime emozioni e il divertimento provati nell'essere presente ad un'esibizione live di uno dei miei gruppi preferiti...
Spero di riuscire ad avere, prima o poi, il tempo necessario per riportare la mia esperienza.
Vi basti sapere che ero piuttosto vicina al palco (non attaccata alle transenne, ma abbastanza vicina per avere una buona visuale), nella mezzaluna di fronte allo stage ed è stato incredibile.
Dave Gahan, nonostante la recente operazione per un tumore alla vescica, era veramente in forma e la sua voce stupenda e superlativa. C'è da chiedersi come abbia fatto in così pochi giorni a ritornare così vispo e arzillo e senza (almeno apparentemente) risentire minimamente dell'intervento... Chapeau!

Un'esperienza davvero grandiosa che cercherò di rivivere il prima possibile... Infatti ho acquistato un biglietto per andare a vederli nuovamente, il 25 novembre al FutureShow Station di Bologna per il loro tour invernale.

Ma prima dei DM...
C'è il concerto degli U2, sempre al Meazza, per l'8 luglio!!!!
Con il loro palco-artiglio spaziale ed avvenieristic
o.
Guardare per credere! E' qualcosa in puro stile sboro PopMart Tour!!! XD
A confronto, il palco dei DM sembra quello della sagra di paese!!!
Ma la mia vera speranza è che Bono si sia ripreso con la voce e che riesca a regalarci un'esibizione live degna della grandezza e della notorietà mondiale degli U2. La performance del singolo Get On Your Boots, vista su YouTube qualche mese fa, era spaventosamente penosa...

lunedì 8 giugno 2009

L'amuleto d'ambra - Outlander 2



Ormai è Gabaldon-mania...
La saga La straniera mi ha conquistato dal primo volume e il secondo libro, L'amuleto d'ambra, non rappresenta una delusione né una caduta di tono rispetto al precedente, alimentando sempre di più la mia viscerale passione per questa serie.

L'inizio è decisamente a sorpresa: non ci troviamo più nella Scozia del 1700, ma in quella della fine degli anni '60. Oltre a Claire, abbiamo due new entry: Brianna Randall, figlia di Claire, e Roger Wakefield.
Brianna è una bella e alta ragazza dalla folta capigliatura rossa, il cui aspetto fisico e alcuni atteggiamenti ricordano decisamente l'altro protagonista della serie: lo statuario e valoroso highlander Jamie Fraser. Brianna ha sempre creduto che suo padre fosse Frank Randall, primo marito di Claire, e rimane decisamente shockata quando la madre decide che è giunto il momento di svelarle la verità e il suo incredibile viaggio nel tempo.
Da questo momento, la Gabaldon ci riporta nel passato (con un pizzico di rammarico, da parte mia, che avrei voluto invece che continuasse con la storia ambientata nell'età moderna), nella Francia del 1744.
La nuova avventura porta i coniugi Fraser, in attesa di un figlio, a Parigi, dove cercheranno in tutti i modi di bloccare qualsiasi tentativo di Bonnie Prince Charles, appartenente al casato degli Stuart e figlio di Giacomo, di rivendicare e di riprendersi il trono inglese. Solo in questo modo, infatti, si potrebbe sventare la terribile battaglia di Culloden che, come Claire ben sa, sarà un'ecatombe per i giacobiti e tutti gli highlander. Jamie e Claire voglio evitare che l'aspirante al trono scozzese si imbarchi in un'impresa destinata a un sicuro fallimento e che porterà solo la morte di migliaia di compatrioti, tra cui molti familiari, amici e conoscenti.
Quindi, eccoli nella bella capitale francese, tra gli scandali e gli intrighi della nobiltà francese e della corte di Versailles di Luigi XV, tra pericolose sette eretiche e personaggi ambigui.
In tutto questo l'amore tra Jamie e Claire subirà dolorosi e tragici colpi, sarà sottoposto a difficili prove d'orgoglio e di fiducia, che lo faranno vacillare pericolosamente; ma alla fine riuscirà a resistere e a trionfare, come sempre.

Stelline: 5

Dettagli:
"L'amuleto d'ambra"
di Diana Gabaldon
Editore: TEA
Anno: 1991 - Prima edizione italiana: settembre 2006
Pag. 496
Prezzo: 9,60€

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