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mercoledì 25 gennaio 2012
Torta al caramello in paradiso
Immagino Elmwood Springs come un piccolo paese immerso in una sterminata campagna coltivata a campi di soia e grano, e punteggiata qua e là da fattorie e da grandi querce. Questa minuscola città si sviluppa lungo un'unica arteria stradale, dove si avvicendano le tipiche case americane costruite con assi di legno bianche, circondate da prati inglesi perfettamente curati e separate le une dalle altre da steccati bianchi.
Ovviamente qui tutti conoscono tutti e lo sport preferito dalla comunità è lo scambio settimanale di gossip sotto i caschi della parrucchiera Tot.
Il personaggio più amato di questa cittadina è Elner Shimfissle, un'ultra novantenne che un po' mi ricorda mia nonna materna*: "una vecchia signora dalla scorza dura, già caduta più volte rovinosamente, e sempre sopravvissuta per raccontarlo. [...] la vecchietta era tosta e sotto diversi aspetti."
Una una mattina, Elner, incurante della sua stazza e della sua età, decide di salire sul suo albero di fichi e... cade pericolosamente all'indietro, perdendo i sensi. Alla notizia della zia ricoverata d'urgenza in ospedale, la nipote Norma — che per tutto il romanzo ha avuto per me le fattezze di Kathy Bates/Evelyn Couch — si fa immediatamente venire un colpo apoplettico e un attacco d'ansia.
Figuratevi la sua reazione quando il dottore le comunica che la povera zietta è deceduta; ma soprattutto quando, presentadosi al suo capezzale, Elner riapre gli occhi, si mette comoda sul lettino e comincia a parlare.
La notizia della morte e risurrezione di Elner rimbalza anche a Elmwood Springs creando prima sconforto e una corsa di solidarietà a sostegno dei familiari di Elner, e poi sbigottimento e felicità: Elner è ancora viva e continuerà a deliziare la vita di tutti gli abitanti del paese, con la sua semplicità, la sua schiettezza e la sua dolcezza!
Ma cosa sarà successo a Elner in quelle ore di assenza dal pianeta Terra? Che si sia trattato solamente di uno dei suoi scherzi da inguaribile giocherellona?
Eppure il medico che l'aveva accolta in ospedale aveva fatto tutti i tentativi possibili per rianimarla e l'elettroencefalogramma piatto non poteva lasciare dubbi sulla sua morte clinica.
Non vi rovinerò il piacere di scoprire quale incredibile viaggio ha compiuto Elner.
Sappiate però che il ritorno di Elner nel mondo dei vivi porterà tanti cambiamenti positivi nella cittadina di Elmwood Springs, risvegliando animi addormentati e infondendo coraggio alle persone rassegnate.
Dulcis in fundo — è proprio il caso di dirlo — a fine libro trovate le ricette dei piatti citati all'interno di Torta al caramello in paradiso: la torta al caramello paradisiaca di Neighbor Dorothy; il pane al mais della signora McWilliams; le uova alla diavola di Louise Franks; la torta Bundt di Irene Goodnight; il fegato con cipolle di zia Elner; lo sformato di fagiolini di Irene Goodnight; il formaggio al peperone di Norma; la torta di noci di zia Elner.
Evviva la gustosa e pesante cucina made in USA!
Ed evviva i libri-coccola per lo spirito come Torta al caramello in paradiso!
* oggi la nonna Teresa compie 90 anni! Auguri nonna! Continua così!
Dettagli
"Torta al caramello in paradiso"
di Fannie Flagg
Editore: Sonzogno Editore
Data di pubblicazione: 2007
Pag. 372
Prezzo: 17,50€
lunedì 16 gennaio 2012
Colazione da Starbucks
Teheran - Tucson: biglietto di sola andata.
O almeno questo è quello che si augura Tami mentre sull'aereo che la porterà negli Stati Uniti d'America si libera del fastidioso chador. È il primo gesto di liberazione compiuto dalla giovane Tami: finalmente le strette catene della repubblica islamica dell'Iran — che per ventisette anni le hanno impedito di esprimere liberamente se stessa — cominciano a spezzarsi.
Ogni giorno passato lontano dall'odiosa patria porta con sé tantissime scoperte che le svelano un mondo nuovo e sconvolgente.
Sconvolgente è vedere bambini e bambine giocare tranquillamente insieme nel parco.
Sconvolgenti sono le ragazze vestite con magliette talmente corte da scoprire l'ombelico.
Sconvolgente è "la disinvoltura con cui uomini e donne se ne stanno seduti insieme a chiacchierare. È un lusso di cui non si rendono neppure conto" (pg. 70).
Sconvolgente è poter scherzare e ridere apertamente per strada con la disinibita Eva, senza essere braccata e incarcerata dai bassidji, la milizia religiosa iraniana. E, soprattutto, flirtare con Ike, il bel cameriere di Starbucks.
Ma per poter rimanere nella land of opportunities, Tami deve impegnarsi in una ricerca forsennata: nei tre mesi di durata del visto, infatti, deve riuscire a trovare un marito. Sembra un'impresa impossibile in così poco tempo, ma per fortuna può contare sull'appoggio della sorella Maryam e del cognato Ardishir.
Peccato che i potenziali candidati alla mano dell'avvenente protagonista siano uno più fuori di testa dell'altro e nessuno riesce a far scoccare la scintilla nel cuore di Tami.
Così, a pochi giorni dalla scadenza del suo permesso di soggiorno, la nostra protagonista non è ancora riuscita a impalmare un ragazzo e si trova davanti all'agghiacciante realtà: ritornare in quella patria che soffoca lo spirito di ogni suo cittadino e ridiventare "la morte a passeggio" (espressione coniata da Guy de Maupassant per descrivere le donne in chador nel XIX secolo).
Il destino della povera Tami è ormai segnato... a meno che, la sua festa d'addio a Las Vegas, non le (e ci) riservi un inaspettato colpo di scena finale!
"My country owes me nothing. It gave me, as it gives every boy and girl, a chance. It gave me schooling, independence of action, opportunity for service and honor. In no other land could a boy from a country village, without inheritance or influential."
— Herbert Hoover
Dettagli
"Colazione da Starbucks"
di Laura Fitzgerald
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 2007
Pag. 333
Prezzo: 16,90€
venerdì 15 luglio 2011
Il cerchio delle pietre
Come promesso ieri, ecco un mini-commento spoileroso su Il cerchio delle pietre di Diana Gabaldon.
Dopo tanti ostacoli che si erano interposti sul loro cammino, superati solo grazie al loro amore e al desiderio di stare insieme, Claire e Jamie hanno dovuto arrendersi di fronte all'inevitabilità della storia. La battaglia di Culloden si è rivelata più forte di loro.
Ma ora, eccoli, finalmente insieme. Di nuovo.
Certo, 20 anni di separazione non sono mica una quisquilia e posso ben capire l'imbarazzo iniziale, i gesti esitanti, i visi imbarazzati.
Ed è fantastico vedere che, nonostante tutto, sono ancora innamorati, appassionati, presissimi l'uno dall'altro, desiderosi di continuare il loro cammino insieme.
C'è un però.
Laoghaire MacKenzie è diventata Laoghaire Fraser.
Si, avete capito bene. La puttanella (cit.) si è sposata con il nostro rosso preferito. Ok, Jamie l'ha fatto un po' per pietà di questa donna rimasta vedova con tanto di prole e senza un reddito, un po' per soddisfare esigenze maschili represse troppo a lungo.
E concediamogli pure che non l'ha mai amata e che presto il loro matrimonio è naufragato.
Ma con tutte le donne esistenti in Scozia, proprio con Laoghaire doveva convolare a nozze?!
No, Jamie Fraser, non ci siamo proprio!
Dopo tanti ostacoli che si erano interposti sul loro cammino, superati solo grazie al loro amore e al desiderio di stare insieme, Claire e Jamie hanno dovuto arrendersi di fronte all'inevitabilità della storia. La battaglia di Culloden si è rivelata più forte di loro.
Ma ora, eccoli, finalmente insieme. Di nuovo.
Certo, 20 anni di separazione non sono mica una quisquilia e posso ben capire l'imbarazzo iniziale, i gesti esitanti, i visi imbarazzati.
Ed è fantastico vedere che, nonostante tutto, sono ancora innamorati, appassionati, presissimi l'uno dall'altro, desiderosi di continuare il loro cammino insieme.
C'è un però.
Laoghaire MacKenzie è diventata Laoghaire Fraser.
Si, avete capito bene. La puttanella (cit.) si è sposata con il nostro rosso preferito. Ok, Jamie l'ha fatto un po' per pietà di questa donna rimasta vedova con tanto di prole e senza un reddito, un po' per soddisfare esigenze maschili represse troppo a lungo.
E concediamogli pure che non l'ha mai amata e che presto il loro matrimonio è naufragato.
Ma con tutte le donne esistenti in Scozia, proprio con Laoghaire doveva convolare a nozze?!
No, Jamie Fraser, non ci siamo proprio!
Ora mi prendo una pausa dalla saga della Straniera.
Altrimenti rischio di farmela venire a noia.
In questi giorni - per la categoria romanzi - sto leggendo Chocolat di Joanne Harris (anche se probabilmente è più famoso il film con Juliette Binoche e Johnny Depp che io non ho ancora visto).
L'ho iniziato giusto ieri e mi è piaciuto fin dalle prime pagine: irresistibile Vianne Rocher (con quel cognome poi... yummy!).
mercoledì 1 giugno 2011
Oh, ragassi siam passi?!
Un nuovo post? Nel giro di così poco tempo?
Ebbene sì, ma c'è un motivo. Anzi due.
Innanzitutto voglio farvi un po' rosica' :)
Perché domani parto per godermi il ponte del 2 giugno lontano da casa e, soprattutto, lontano dalla città del cemento.
In fondo me lo merito, no? É da settembre dell'anno scorso - cioè dai pochi giorni trascorsi a Düsseldorf - che non vado in vacanza e nemmeno dopo la laurea mi sono concessa un viaggetto ristoratore. Dunque direi che ci sta tutto questo weekend lungo.
Ma ecco il luogo dove soggiornerò in compagnia di Marco.
Bello, eh?
Non vi dirò dove si trova, lascio a voi il piacere di scannarvi a indovinare la città (se ci azzeccate, vincerete un bell'elogio da parte mia XD ).
Qualche indizio:
- si trova in Italia
- non sono gli Appennini
- io mancierò tante cose buone: Schwein, Torte, Apfelsaft, Strudel...
L'unica nota negativa è che pare che nel weekend ci sarà un tempo schifoso.
Ja, Ich bin Pechvogel! Sehr Pechvogel!
Il secondo motivo per cui scrivo è per proporvi il mio commento a Il ritorno di Diana Gabaldon, seconda parte dell'originale Dragonfly in Amber che avevo iniziato a leggere qualche tempo fa, poi abbandonato a causa degli impegni universitari.
Questo Ritorno me lo sono letteralmente bevuto.
Che sia per le "sole" 400 pagine di cui è composto? Forse, ma non solo.
In realtà ero molto curiosa nei confronti di questo libro perché volevo scoprire se il titolo si riferisse a un ritorno di Claire al XX secolo oppure al ritorno della protagonista nelle Highlands scozzesi dopo i lunghi di anni di separazione dal suo adorato Jamie, magari in compagnia della figlia Brianna.
Alla fine si è rivelata giusta la prima supposizione: potete solo immaginare lo strazio dell'addio tra i due amanti e l'incertezza sulla sorte di Jamie che, subito dopo la separazione dall'amata moglie, si butterà nella mischia della battaglia di Culloden.
E Claire sa bene che quella battaglia fu disastrosa per l'esercito degli Highlanders, falciato dalla superiorità delle giubbe rosse, mettendo la parola fine sia ai piani di Bonnie Prince di riconquistare il trono inglese, sia al sogno scozzese di rendersi nuovamente indipendenti dall'Inghilterra.
Ora sono già passata al volume successivo, Il cerchio di pietre, perché sono troppo in ansia per il destino di Red Jamie!
E, secondo me, ci sarà anche spazio per la mia seconda supposizione ;)
Last but not least: ho mai speso qualche parola per elogiare la scrittura della Gabaldon?
Temo di no, per cui corro subito ai ripari e vi dico che raramente ho trovato uno stile così coinvolgente. Uno stile che suscita immagini cariche e potenti davanti agli occhi del lettore al punto tale che sembra davvero di sentire le taglienti sferzate di vento sulla faccia, di respirare i pesanti fumi alcolici del whisky scozzese o di sentirsi addosso il corpo sodo e rovente di Jamie.
giovedì 9 dicembre 2010
Come la prima volta

Malvasia
Un veloce aggiornamento dicembrino.
Innanzitutto ho messo in atto alcune cosette che vi spiegavo nel post precedente, infatti:
- ho fatto il mio primo prestito di 25 dollari su Kiva a favore di Cirila Nina Paucar e le sarà d'aiuto - insieme agli altri prestiti - per comprare prodotti per la cucina del suo ristorante in Perù
- ho adottato un coniglio (anzi, una coniglia!) a distanza tramite l'associazione La Collina dei Conigli: si chiama Malvasia, è già madre di due piccoli di nome Noà e Merlot ed ha qualche problema con i dentoni, per cui sono felice di dare il mio piccolo contributo per sistemarla anche sotto questo punto di vista. Era stata abbandonata con i due cuccioli e il compagno da una famiglia sfrattata che si è data rapidamente alla fuga lasciandoli soli in un appartamento.
Il problema è che ora non vorrei più fermarmi e vorrei:
- adottare a distanza una cavia sempre tramite l'associazione La Collina dei Conigli
- adottare a distanza un asino tramite l'ONLUS Il Rifugio degli Asinelli. Ebbene si, un asino. Mi piacciono molto. Sarà per gli ingiusti aggettivi che solitamente vengono rifilati a questo animale che, in realtà, è simpatico e intelligente. Sarà per i racconti che mio papà mi faceva da piccolina prima di addormentarmi sugli asini (Giulio e Giulietto!) che possedeva suo zio, di come si divertiva da bambino quando lo zio lo faceva salire sul carro per guidare gli asini, di come era attaccato a questi animali. Racconti che mi sono rimasti impressi nella mente e che mi riportano con nostalgia allo spensierato periodo dell'infanzia e all'agognato momento prima delle nanna solitamente trascorso con mio papà.
Oltre alle donazioni, in questi giorni mi sto dedicando completamente alla tesi e sto proseguendo (credo abbastanza bene) con il primo capitolo che devo consegnare martedì prossimo alla prof. Spero di aver scritto cose sensate ;) Incrociate le dita per me!
Ovviamente le mie letture del momento (e dei prossimi momenti, aggiungerei) sono rivolte solo ai social media e agli esami incombenti, ma martedì ho ceduto e sono andata in biblioteca dove ho preso in prestito un romanzo di Nicholas Sparks: Come la prima volta (traduzione discutibile dell'originale The Wedding. Era così difficile scrivere semplicemente Il matrimonio?!).
Devo dire: un altro bel colpo messo a segno da Nicholas Sparks.
Wilson e Jane (figlia di Noah, protagonista del meraviglioso e struggente Le pagine della nostra vita) sono una coppia sulla cinquantina come ce ne sono tante: vivono nella tranquilla North Carolina, sono sposati da molto tempo, hanno tre splendidi figli ormai fuori casa e una vita di coppia un po' spenta.Ma giungere a questa situazione di paludosa monotonia è normale per qualsiasi coppia dopo trent'anni di matrimonio trascorsi insieme oppure c'è ancora chi, dopo anni di gioie e dolori, è in grado di rinnovare il rapporto con qualche tocco di follia, di passione e di romanticismo?Wilson si trova di fronte a questo difficile problema, dopo essersi dimenticato del 29° anniversario di matrimonio e aver visto la tristezza e l'amarezza sul volto della moglie. Jane lo amerà ancora oppure ormai l'amore, logorato da una lunga serie di dimenticanze imperdonabili, di feste mancate e di baci non dati, sarà stato sostituito dal semplice affetto?Wilson teme di essere diventato come una di quelle coppie per cui lui e Jane avevano sempre provato compassione: appena sedutisi al tavolo del ristorante per cena, "tra i due cala il silenzio e li vedi sorseggiare il vino guardando fuori dalla finestra, in attesa delle portate. Quando poi queste arrivano, a volte i due si rivolgono brevemente al cameriere, ma tornano subito a rifugiarsi nei loro mondi. E per tutta la cena restano lì come un paio di perfetti sconosciuti ai quali è capitato di sedersi allo stesso tavolo, quasi che il godimento della reciproca compagnia non valesse le sforzo di parlare".C'è qualcosa che Wilson può fare per invertire la rotta e recuperare la complicità e la passione di un tempo? Sicuramente si e da timido orso calcolatore qual'era, Wilson riuscirà a recuperare il rapporto con la sua amata Jane e a stupirla lasciandola senza fiato con un finale veramente col botto, su cui versare tante lacrime e riporre i nostri sogni romantici.

Malvasia
First of all I have to tell you that I've accomplished some things described in the previous post:
- I made my first loan on Kiva in aid of Cirila Nina Paucar for the kitchen of her restaurant in Perù
- I adopted at distance a rabbit through the Italian association La Collina dei Conigli: her name is Malvasia, she's the mother of Noà and Merlot and she has some problems with her teeth
The problem is that I'd like also to adopt at distance:
- a guinea pig always throught the association La Collina dei Conigli
- a donkey through the association Il Rifugio degli Asinelli
Besides that, I'm focusing completely on my thesis and next Tuesday I'm going to give the first chapter to my thesis director. Cross your fingers for me!
So, in this period, I'm just reading books about social media and for the next exams, but last week I gave in to the temptation of reading a novel so I went to the local library where I borrowed The Wedding by Nicholas Sparks, which I liked it a lot.
Wilson e Jane (the daughter of Noah, the main character of the wonderful The Notebook) are a couple about fifty like many others: they live in the peaceful North Carolina, they have been married since a long time, they have three amazing children who live outside home and a dull conjugal life.After he has forgotten their 29° wedding anniversary, Wilson wonders if it's a normal thing for every couple in this world to become monotonous partners after almost 30 years spent together or if there's a way to relight a tired relationship. Maybe all his mistakes, his forgetfulness and his obsession with his job have destroyed his marriage and he has become a huge disappointment for Jane. Maybe she doesn't love him anymore.He fears they have become like one of those couples that you can often see at the restaurant: "The husband might pull out a chair or collect the jackets, the wife might suggest one of the specials. And when the waiter comes, they may punctuate each other's orders with the knowledge that has been gained over a lifetime-no salt on the eggs or extra butter on the toast, for instance.But then, once the order is placed, not a word passes between them.Instead, they sip their drinks and glance out the window, waiting silently for their food to arrive. Once it does, they might speak to the waiter for a moment - to request a refill of coffee, for instance - but they quickly retreat to their own worlds as soon as he departs. And throughout the meal, they will sit like strangers who happen to be sharing the same table, as if they believed that the enjoyment of each other's company was more effort than it was worth. Perhaps this is an exaggeration on my part of what their lives are really like, but I've occasionally wondered what brought these couples to this point."Is there anything that Wilson can do to change the situation and improve the relationship with her beloved Jane? Of course there's something he can do: he will be a shy clumsy person no more and will leave her wife breathless.
lunedì 8 giugno 2009
L'amuleto d'ambra - Outlander 2

Ormai è Gabaldon-mania...
La saga La straniera mi ha conquistato dal primo volume e il secondo libro, L'amuleto d'ambra, non rappresenta una delusione né una caduta di tono rispetto al precedente, alimentando sempre di più la mia viscerale passione per questa serie.
L'inizio è decisamente a sorpresa: non ci troviamo più nella Scozia del 1700, ma in quella della fine degli anni '60. Oltre a Claire, abbiamo due new entry: Brianna Randall, figlia di Claire, e Roger Wakefield.
Brianna è una bella e alta ragazza dalla folta capigliatura rossa, il cui aspetto fisico e alcuni atteggiamenti ricordano decisamente l'altro protagonista della serie: lo statuario e valoroso highlander Jamie Fraser. Brianna ha sempre creduto che suo padre fosse Frank Randall, primo marito di Claire, e rimane decisamente shockata quando la madre decide che è giunto il momento di svelarle la verità e il suo incredibile viaggio nel tempo.
Da questo momento, la Gabaldon ci riporta nel passato (con un pizzico di rammarico, da parte mia, che avrei voluto invece che continuasse con la storia ambientata nell'età moderna), nella Francia del 1744.
La nuova avventura porta i coniugi Fraser, in attesa di un figlio, a Parigi, dove cercheranno in tutti i modi di bloccare qualsiasi tentativo di Bonnie Prince Charles, appartenente al casato degli Stuart e figlio di Giacomo, di rivendicare e di riprendersi il trono inglese. Solo in questo modo, infatti, si potrebbe sventare la terribile battaglia di Culloden che, come Claire ben sa, sarà un'ecatombe per i giacobiti e tutti gli highlander. Jamie e Claire voglio evitare che l'aspirante al trono scozzese si imbarchi in un'impresa destinata a un sicuro fallimento e che porterà solo la morte di migliaia di compatrioti, tra cui molti familiari, amici e conoscenti.
Quindi, eccoli nella bella capitale francese, tra gli scandali e gli intrighi della nobiltà francese e della corte di Versailles di Luigi XV, tra pericolose sette eretiche e personaggi ambigui.
In tutto questo l'amore tra Jamie e Claire subirà dolorosi e tragici colpi, sarà sottoposto a difficili prove d'orgoglio e di fiducia, che lo faranno vacillare pericolosamente; ma alla fine riuscirà a resistere e a trionfare, come sempre.
Stelline: 5
Dettagli:
"L'amuleto d'ambra"
di Diana Gabaldon
Editore: TEA
Anno: 1991 - Prima edizione italiana: settembre 2006
Pag. 496
Prezzo: 9,60€
mercoledì 11 marzo 2009
La straniera - Outlander 1

"La straniera"
di Diana Gabaldon
La straniera è il libro consigliatomi da Jamy per la lettura collettiva di febbraio.
Inizialmente titubante nei suoi confronti, in quanto appartenente al genere fantasy-storico, ovvero un genere che non rientra nei miei abituali gusti letterari, mi sono dovuta ricredere presto, meritandosi alla fine le quattro stelline dell'eccellenza.
La storia vera e propria inizia con la scomparsa della giovane inglese Claire, recatasi dopo la seconda guerra mondiale con il marito Frank Randall per una meritata "seconda" luna di miele nelle Highlands scozzesi, precisamente ad Inverness. Ed è proprio qui, in un piccolo cerchio di pietre che ricorda una Stonehenge in miniatura, che si perdono le tracce di Claire.
Con un pazzesco salto temporale attraverso uno dei megaliti, la ragazza si ritrova improvvisamente scaraventata nella Scozia di due secoli prima, in una società arretrata, lontana anni luce dalla civiltà in cui è nata e cresciuta, in mezzo a quei selvaggi barbari dei clan, tra efferate crudeltà, combattimenti mortali tra inglesi e scozzesi e antiche superstizioni.
Ma, proprio in questo ambiente così ostile, Claire troverà l'Amore nell'affascinante figura di Jamie Fraser. La loro è una stupenda storia d'amore: intensa, dolce, brutale, romantica, passionale, ardente, difficile, struggente.
Il tutto si svolge tra le rocce frastagliate, i torrenti impetuosi, i misteriosi quanto sinistri castelli delle Highlands - austeri e teatri di vicende personali che hanno fatto la storia d'Europa -, le colline, il verde dei prati, aggiungendo un tocco di fascino antico e un'atmosfera poetica, quasi mistica, alla storia.
Onore alla Gabaldon che, con la sua scrittura particolareggiata e precisa, ma mai noiosa, ha saputo farmi innamorare della Scozia, dei suoi paesaggi, delle sue tradizioni e della sua storia. La Scozia con il suo whisky, i suoi kilt, i suoi coloratissimi tartan e i clan delle Highlands che spero, prima o poi, di poter vedere con i miei stessi occhi.
E naturalmente un grandissimo grazie a Jamy per il consiglio!
Dettagli:
"La straniera"
di Diana Gabaldon
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 1991
Pag. 838
Prezzo: 10,00
sabato 7 febbraio 2009
Viaggio in un delizioso paesino statunitense degli anni '20/'30
Io amo Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, sia il libro che il film.
Quante volte l'avrò letto?
Quante volte avrò visto quel film?
Ormai ho perso il conto!
Adoro piace leggere il bollettino della signora Weems, con le sue strampalate notizie, direttamente dagli anni '20 e '30!
Mi piace lasciarmi sommergere dalle chiacchiere della nostalgica Virginia Threadgoode (conosciuta come Ninny), ospite di una casa di cura nella seconda metà degli anni '80!
Bello anche rattristarsi per la storia di sottomissione e di totale mancanza di indipendenza di Evelyn e vedere come, grazie alla dolci parole della sua nuova e anziana amica, riesca a rascattarsi e a diventare una nuova donna.
Ho una grande predilizione per Idgie... del resto come si fa a non amarla?! Adoro la sua tenacia, il suo spirito ribelle e indomito, la passione per le attività prettamente maschili, ma anche il suo gran buon cuore, la sua bontà d'animo, la sua gentilezza e il suo umorismo.
Ma ecco come si sviluppa la storia: grazie ai racconti di Ninny Threadgoode, anziana ospite di una casa di riposo di Birmingham, ci si può godere un viaggio in un mondo semplice e pulito rappresentato dalla cittadella di Whistle Stop degli anni '20 e '30. Si tratta di una località dell'Alabama e abitata da poche persone, (quasi) tutte pure di cuore, leali e piene di buoni sentimenti come Idgie Threadgoode e Ruth Jamison.
Grazie alle parole che Ninny rivolge all'infelice Evelyn Couch (siamo nella seconda metà degli anni '80) si può respirare l'atmosfera serena e gioviale che animava questo paesino, dove tutti erano amici, c'era un gran rispetto e fiducia nel prossimo.
Un posto dove nonostante la povertà e la scarsità di mezzi, si viveva felicemente solo con un salone di bellezza, un ufficio postale, una stazione ferroviaria e un bar.
Insomma potete capire che si tratta di un'atmosfera unica, forse introvabile ai nostri giorni (anche se non mancano colpi di scena e segreti pericolosi).
Nonostante tutto questo venga perso con il trascorrere del tempo, con la morte e gli allontanamenti di molti abitanti di Whistle Stop (rendendo me - e anche Evelyn - tristi e malinconiche), ci si può consolare con il pensiero che le storie della Whistle Stop degli anni '20 e '30 e dei suoi fantastici, straordinari ed unici cittadini rimarranno per sempre vive nella mia memoria e in quella di Evelyn.
Ovviamente, ogni volta che leggo questa storia mi viene in automatico fare i confronti tra la trasposizione cinematografica ed il libro: ad esempio, la differenza che è presente nelle prime pagine riguarda la morte di Buddy, uno dei tanti figli della famiglia Threadgoode.
Nel film, Buddy sta facendo la corte a Ruth durante il matrimonio di sua sorella. Buddy, Ruth (che indossa un cappello di paglia) e la piccola Idgie si allontanano dalla casa per divertirsi da soli. Mentre si trovano tutti su un ponte che passa sopra i binari ferroviari, Ruth e Buddy stanno per baciarsi ma, un colpo di vento, fa volare sui binari il cappello di paglia della ragazza. Buddy va a riprenderlo ma il suo piede rimane incastrato tra i binari e, purtroppo, non riesce a scansarsi prima dell'arrivo del treno.
Nel libro, invece, Buddy prende il cappello di paglia in prestito a Cleo (futuro marito di Virginia) e, insieme ad altri ragazzi della città, accompagna quelli delle città vicine (venuti a Whistle Stop per il picnic della chiesa battista) alla stazione.
Poi, la tragedia: "Sentimmo il treno partire e, mentre stava uscendo dalla stazione, lo udimmo fischiare. Poi frenò bruscamente fino a fermarsi e nello stesso momento la ragazza gridò. [...] seppi che si trattava di Buddy. Aveva filato per tutto il giorno con Marie Miller e, quando il treno era partito, si era messo sui binari, si era tolto il cappello e le aveva rivolto uno dei suoi sorrisi disarmanti. Era stato allora che il treno aveva fischiato. Dicono che non l'abbia nemmeno sentito arrivare."
Una nota sul particolare stile narrativo usato da Fannie Flagg: l'autrice lascia che a raccontare la storia siano diversi narratori (la signora Weems, la signora Threadgoode, ecc.). Inoltre c'è un continuo alternarsi tra passato e presente.
Personalmente queste scelte narrative non mi creano alcun problema; anzi, tutto contribuisce a creare più aspettativa e curiosità, specie quella frase buttata lì dalla signora Threadgoode riguardo all'accusa di omicidio nei confronti di Idgie.
Stelline: 5
Dettagli
"Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop"
di Fannie Flagg
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 1992
Pag. 363
Prezzo: 5,95€
lunedì 18 agosto 2008
Love Story
Romanzo piacevole e scorrevole che mi sono bevuta in una sola serata.
Viene ripreso uno dei cliché più antichi del mondo: la storia d'amore travagliata (ma nemmeno più di tanto) tra Oliver, giovane rampollo di Harvard e giocatore di hockey ad alto livello, e Jennifer, ragazza italo-americana, appassionata di musica e senza il becco di un quattrino.
I due iniziano a frequentarsi e sboccia presto l'amore, che si nasconde dietro battutine acide e pungenti. L'unico ostacolo è rappresentanto dal padre di lui, Barrett III: famoso banchiere, ricco sfondato, grande atleta del passato e che pensa di poter governare il mondo. Ovviamente il figlio sente costantemente il peso schiacciante del padre e questo si traduce in un rapporto molto freddo e distaccato tra i due.
Alla fine, quando Ollie decide di sposare la sua Jenny opponendosi al volere genitoriale, si arriva alla rottura totale tra i due.
Nonostante le ristrezze economiche in cui i due novelli sposi si trovano a vivere, la loro unione procede bene (tra i soliti alti e bassi). Poi giunge il momento della riscossa anche per Oliver: il giovane viene assunto in un importante studio legale a New York e, da poveri squattrinati costretti a tirare la cinghia per qualsiasi cosa, i coniugi Barrett diventano dei nouveaux riches.
Ormai sembra andare tutto per il verso giusto, ma poi arriva la tragedia: Jenny, nonostante i suoi 24 anni, è ammalata di leucemia e non c'è alcun modo per guarirla.
Sinceramente mi aspettavo di più da questo romanzo così tanto citato e decantato. Dai commenti letti sembra riuscire a strappare qualche lacrima a qualsiasi lettore, anche al più cinico.
Eppure a me non ha fatto questo effetto, seppure sia un periodo in cui la mia sensibilità è alla stelle. Certo, la sfortuna che si abbatte sui due innamorati è immensa, se consideriamo anche la loro giovanissima età. Però avviene tutto così velocemente, senza una sufficiente introspezione, da lasciarmi insoddisfatta e con le mie aspettative un po' deluse.
Dettagli
"Love Story"
di Erich Segal
Editore: Garzanti
Pg. 134
Data di pubblicazione: 1970
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