giovedì 11 settembre 2008

Le belle immagini


Ecco Le belle immagini di Simone de Beauvoir, il primo libro della sfida dei mini (che consiste nel leggere, dal 10 settembre '08 al 10 dicembre '08 , dieci libri che non superino le 200 pagine.

Come per Una donna spezzata, la Beauvoir ci presenta una donna in crisi: Laurence è una trentenne che apparentemente sembra trascorrere una vita perfetta sotto tutti i punti di vista. Ha un marito che l'adora, due splendide bambine, un amante, un padre che venera e un lavoro gratificante che le permette di vivere senza problemi.
Eppure quando la figlioletta maggiore Catherine incomincia a mostrare segni di infelicità e di agitazione, a porre domande sulla realtà esterna da cui finora era stata protetta e sull'umanità (grazie o per colpa di un'amica più grande), qualcosa si incrina e Laurence non riesce più a vivere serenamente come prima: tutto le appare vuoto come le immagini pubblicitarie che crea per il suo lavoro. Niente e nessuno riesce più a regalarle emozioni vere. Tutto appare insensato, inerme, freddo.

Forse l'irrequietezza della protagonista è causata anche del periodo storico in cui Laurence vive, quello degli anni '60, dove "i ragazzini di questa generazione trovano normale che si passeggi nello spazio. Nessuno si stupisce più di nulla." (pg. 39).
Un'era, questa, dove "in tutti i paesi, socialisti o capitalisti che siano, l'uomo è schiacciato dalla tecnica, alienato dal lavoro che compie, incatenato, abbrutito. Tutto il male viene dal fatto che ha moltiplicato i propri bisogni mentre avrebbe dovuto contenerli; invece di aspirare a un'abbondanza che non esiste e forse non esisterà mai, si sarebbe dovuto contentare d'un minimo vitale [...]" (pg. 79-80).

Ma sicuramente la goccia che fa traboccare il vaso è Catherine. Laurence desidera rendere partecipe la bambina di quanto accade nel mondo e tra gli uomini, toglierla da quella sfera di cristallo in cui lei e il marito Jean-Charles l'hanno tenuta finora.
Per non farla diventare una donna come lei, "con tante pietre dentro al petto e tanto fumo di zolfo nella testa", Laurence dovrà combattere contro tutti.

Dettagli
"Le belle immagini"
di Simone de Beauvoir
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 2005

Prezzo: 8,50€

lunedì 8 settembre 2008

I segreti della meditazione e della pace interiore

Dopo la vacanza in Toscana, si rientra gradualmente alla normalità.
Il lavoro all'ufficio turistico che è ricominciato (per fortuna mancano 47 giorni!) proprio il giorno dopo il ritorno a casa.
Il basket con gli allenamenti di preparazione atletica tre volte alla settimana (con conseguente affaticamento fisico, acido lattico ovunque, trascinamento delle gambe doloranti in stile zombie).
L'università dove sono andata ad iscrivermi la settimana scorsa. Esattamente da ottobre comincerò a frequentare le lezioni del corso di laurea magistrale in "Cultura e storia dell'editoria" alla Statale di Milano e, sinceramente, non vedo l'ora perché sembra proprio un corso di laurea interessante! Spero mi aiuti effettivamente a entrare in una casa editrice, dove vorrei tanto lavorare, immersa nei miei adorati libri ;)
Ma continuo a sfruttare per quanto possibile quest'estate e ieri sono andata con una mia compagna di basket al Festival della Letteratura di Mantova, dove abbiamo assistito solo all'incontro con Lucarelli. Io non sono un'amante dei gialli e dei thriller, ma questo breve incontro con l'autore di "Almost Blue" (per citare il suo libro più famoso, ma ne ha scritti taaanti altri ) sulla creazione di una storia si è rivelato molto interessante.

Con tutti questi impegni che ritornano nuovamente ad occupare le mie giornate, ne soffre un po' la lettura.
Ecco gli ultimi due libricini (nel vero senso della parola) che ho letto oggi, seguendo il filone del mio neonato interesse per la filosofia indiana: "I segreti della meditazione" e "I segreti della pace interiore" di Swami Kriyananda.


Preciso che credevo che questo libricino fosse qualcosa di diverso da una semplice collezione di brevi frasi per l'aiuto alla meditazione, senza alcuna spiegazione o approfondimento.

Questi 31 consigli sono da scoprire giorno dopo giorno, ripetendoli diverse volte nell'arco della giornata fino a quando non diventano parte di noi stessi e rilasciano la loro influenza positiva sulla nostra persona.

Da quanto ho capito per meditare è necessario avere un ottimo controllo su stessi, sul proprio corpo e sulla nostra mente. Inoltre bisogna credere fortemente in Dio (che sia il Dio cristiano, l'Allah musulmano o Buddha credo che poco importi) e questa cosa mi manca al momento, per cui credo sia un ostacolo per riuscire a fare la meditazione. Sinceramente non saprei come applicare un segreto, come questo: "Il segreto della meditazione è soffermarti sul pensiero dell'amore di Dio per te e distruggere ogni dubbio in un fuoco di devozione." Ecco, io non brucio sicuramente nel sacro fuoco della devozione per Dio... :/
E altro elemento che ho imparato è che il punto tra le sopracciglia è importante perchè considerato come un centro cristico. E, ad esempio, qui sarebbe stata fondamentale una piccola spiegazione per i neofiti come me e invece non ce ne sono. Sul web ho letto che il centro cristico è il centro della volontà...

In conclusione, non sono molto soddisfatta dei 6,50€ spesi per questo libricino minuscolo di pochissime pagine. Probabilmente può essere apprezzato solo da coloro che conoscono e praticano da tempo l'arte della meditazione, ma per i nuovi "adepti" come la sottoscritta non è molto d'aiuto... Magari esprimerò una valutazione diversa quando avrò capito meglio in cosa consiste la meditazione secondo i principi indiani e avrò cercato di metterla in pratica nel mio quotidiano.

Dettagli
"I segreti della meditazione"
di Swami Kriyananda
Editore: Ananda Edizioni
Data di pubblicazione: 2001
Prezzo: 6,50€


Ancora 31 consigli sono da scoprire giorno dopo giorno, ripetendoli diverse volte nell'arco della giornata fino a quando non diventano parte di noi stessi e rilasciano la loro influenza positiva sulla nostra persona. Per raggiungere la pace nell'anima...

Segreti che (in teoria) appartengono alla morale comune, come essere inoffesivo e non fare male a nessuno deliberatamente oppure vivere semplicemente , riducendo ciò che si ritiene necessario (principio molto ecologico!).
Segreti che se tutti riuscissero ad applicare nella propria vita, renderebbero probabilmente questo mondo più armonioso e l'umanità più pacifica. Ma in una realtà come la nostra, così frenetica, egoista e dedita al dio denaro, credo irrealizzabili. Questi consigli rappresentano però degli ottimi spunti per cominciare a migliorare se stessi, trovando la tranquillità innanzitutto con la propria persona e poi, conseguentemente, con l'esterno. Certo non sono cosa facile da attuare, ma forse con un po' d'impegno si riuscirà a migliorare se stessi.
"Per trovare la pace interiore, mantieni limpida la tua coscienza; resta fedele ai tuoi ideali più alti" e "Per trovare la pace interiore, sorridi nel cuore, anche quando gli altri di guardano storto."

Dettagli
"I segreti della pace interiore"
di Swami Kriyananda
Editore: Ananda Edizioni
Data di pubblicazione: 2003
Prezzo: 5€

lunedì 1 settembre 2008

Rientro alla normalità

Rieccomi nell'afosa Pianura Padana purtroppo, dopo una settimana trascorsa piacevolmente tra le colline dell'Alpe della Luna in Toscana.
L'agriturismo è situato in un bellissimo posto, isolato dal resto del mondo, raggiungibile dopo aver percorso circa 3 chilometri di strada sterrata, un cascinale immerso nei boschi, una fitta vegetazioni di querce, olmi e faggi che ricopre le ondulazioni del terreno, interrotta qua e là da rocce stratiformi e popolata da daini, cinghiali, lepri (che ho potuto vedere personalmente!) e tanti altri animali selvatici.
Non è stata una vacanza di riposo assoluto: ogni giorno ho visitato città e paesini della Toscana e dell'Umbria. Ho visitato Anghiari (stupenda!), Arezzo, Caprese Michelangelo, La Verna, Montecasale, Sansepolcro, Assisi (bellissima!) e Gubbio.
Nei giorni a seguire pubblicherò qualche foto e la descrizione di ogni cittadina....

Ovviamente non ho perso l'occasione di leggere nelle ore trascorse in agriturismo, approfittando della pace e della quiete che quel posto sperduto tra i boschi sa trasmettere.
Ho divorato "Cime tempestose" di Emily Brontë e "Come essere sempre felici" di Swami Paramhansa Yogananda.


Quest'ultimo, è stato letto per caso: i gestori dell'agriturismo sono infatti degli appassionati dell'India, di yoga e di meditazione. Ogni sera, mentre si ceneva (a proposito: squisita cucina vegetariana!), si sentivano musiche indiane provenienti dalla cucina :)
Un giorno ho trovato questo testo su un tavolo e, incuriosita, l'ho preso in prestito e letto in una nottata.
Mi ha illuminato e regalato gioia. È un insieme di riflessioni di questo filosofo e mistico indiano, sul tema della felicità e come imparare ad esserlo attraverso la meditazione. Il testo offre parecchi spunti interessanti e mi ha trasmesso l''interesse per lo yoga, la meditazione e la filosofia indiana, su cui ora sicuramente cercherò di informarmi il più possibile.
Ecco qualche citazione che spero possano indurvi a qualche riflessione utile, come hanno fatto per me. Infatti queste parole mi hanno aiutato a meditare ulteriormente sulla mia condizione, sui miei errori del passato, schiarendomi sempre di più le idee:
"Se sei schiavo dei sensi, non puoi essere felice. Se sei padrone dei tuoi desideri e dei tuoi appetiti, puoi essere veramente felice."
"La vera felicità non si trova mai al di fuori del sé. Cercarla oltre il Sé è come inseguire l'arcobaleno in mezzo alle nuvole."
"Una forte determinazione a essere felice ti sarà d'aiuto. Non aspettare che sia la tua situazione a cambiare, ritenendola la causa del tuo problema."
"Non coltivare un interesse sincero per i libri significa perdere l'eredità dei secoli."
"Tu sei infelice perché non visualizzi in maniera abbastanza decisa le grandi cose che desideri veramente, né impieghi la forza di volontà, l'abilità creativa e la pazienza per realizzarle."
Dettagli

"Come essere sempre felici"
di Swami Paramhansa Yogananda
Editore: Ananda Edizioni
Pg. 200
Data di pubblicazione: 2007
Prezzo: 12 €

domenica 24 agosto 2008

In ferie...

Domani parto per la mia ultima settimana di ferie per questa schifosa estate 2008.

Dopo la settimana a luglio con la mia migliore amica Ele ad Ibiza - ma non fatevi strane idee: anche se siamo andate sull'isola del divertemento per eccellenza, non abbiamo fatto vita da discotecare, anche perché la musica house dei locali e delle discoteche di Eivissa non rappresenta proprio il nostro genere di musica preferito... solo tanto sole, mare e camminate! -, me ne vado dalla pianura padana per le incantevoli colline toscane della provincia di Arezzo!
Precisamente soggiornerò, insieme ai miei genitori, presso l'agriturismo "Alpe della luna" a Sansepolcro, un casolare disperso su una collina di 750 metri, immerso nel verde ed isolato dal mondo! Non vedo l'ora, l'ambientazione già mi aggrada molto e, inoltre, la cucina dell'agriturismo è solo vegetariana & vegana... per cui doppio hurrà!

Con me porterò sicuramente "Espiazione" di Ian MaEwan.
Ad Arezzo poi voglio comprare "Il profumo del mare" di Eva Casagli che so essere ambientato proprio in quei magnifici scenari toscani che tanto amo.
Poi non so, magari per sicurezza qualche altro libro lo portò nello zaino! ;)

Ci si rivede a settembre!

giovedì 21 agosto 2008

A sud del confine, a ovest del sole


"A sud del confine ad ovest del sole" è un libro che mi è piaciuto, anche se personalmente non ritengo arrivi allo stesso livello di "Tokyo Blues - Norwegian Wood".

Murakami racconta la storia di Hajime, dai suoi dodici anni quando conosce Shimamoto (una coetanea con un leggero difetto alla gamba), passando per l'adolescenza, la sua storia con Izumi, il lavoro frustrante presso una casa editrice di libri scolastici, fino ai trentasette anni, dove lo ritroviamo sposato con Yukiko, due figlie, un lavoro gratificante. Insomma un uomo apparentemente felice.

Un giorno, però, in uno dei suoi locali notturni, incontra la sua amica d'infanzia Shimamoto e da quel momento la sua vita non sarà più la stessa. Da quel momento Hajime si troverà spesso a riflettere sulla vacuità della vita, sulla morte, sulla vita che avrebbe potuto esserci se avesse fatto delle scelte diverse e che invece non c'è.

Shimamoto è una personaggio avvolto dal più fitto mistero; e questo mi ha un po' irritato perché avrei voluto scoprire qualche dettaglio in più sul suo conto, ho sperato in qualche rivelazione fino alla fine, ma Murakami mi ha lasciato a bocca asciutta. Di lei non si conosce quasi nulla: dove abiti, se sia spostata, che lavoro faccia. Dopo essersi fatta viva, è solita scomparire per mesi senza dare più notizie di sé per poi ricomparire all'improvviso, nelle serate di pioggia. Come un fantasma.

Emozionante il passo in cui Hajime esprime tutto il suo amore per la donna, dopo averla attesa per mesi vivendo nell'incertezza totale:
"Quando sei andata via, ho continuato a pensare sempre a te. Per quasi sei mesi, non ho fatto altro da mattina a sera. Volevo smettere, ma mi era impossibile. Alla fine sono giunto a questa conclusione: non voglio che tu vada via, non posso stare senza di te. Non voglio perderti di nuovo, né sentire più le parole per un po' e forse. E' questo che penso. Tu dici sempre che per un po' non possiamo vederci e sparisci. Nessuno può sapere con certezza se tornerai davvero o no. Potresti non tornare mai più, potrei finire i miei giorni senza avere la possibilità di rivederti. Questo pensiero mi è insopportabile e tutto intorno a me sembra non avere più senso. [...] Ti amo, di questo sono sicurissimo. Niente potrà cambiare quello che provo per te, è un sentimento speciale cui non posso rinunciare di nuovo. Ti ho già persa tante volte, ma avrei dovuto trattenerti." (pg. 174).

Dettagli
"A sud del confine, a ovest del sole"
di Haruki Murakami
Editore: Feltrinelli
Pg. 207
Data di pubblicazione: 1992
Prezzo: 7€

martedì 19 agosto 2008

È una vita che ti aspetto

Ho appena finito di vedere Sotto il sole della Toscana, film di Audrey Wells del 2004.
Speravo sinceramente di vedere più riprese dei fantastici paesaggi collinari che la Toscana sa regalare e di cui mi sono innamorata anni fa grazie a Io ballo da sola di Bertolucci.
Purtroppo non è andata così: solo qualche breve scorcio del Duomo di Firenze, qualche paesello dell'interno toscano, Roma e Positano. Speravo in qualche cosa di più, anche in vista del mio prossimo viaggio in Toscana. Già, perché la settimana prossima parto per la provincia di Arezzo dove soggiornerò in un isolato agriturismo vegetariano, immerso tra le colline e la natura. *_*
Interessante però la ricostruzione e la sistemazione dell'antica villa Bramasole che da cadente rovina si trasforma in un'accogliente e rustica dimora di campagna. Anche se la cascina di Gaiole in Chianti (Siena) dei coniugi Grayson che ospita una folta schiera di artisti ed esteti, tra cui Lucy Armon, rimane impareggiabile.
Certo i luoghi comuni e le solite banalità sull'Italia e i suoi abitanti non possono ovviamente mancare in questo Under the Tuscan sun; tuttavia la storia di Frances riesce a comunicare qualche messaggio importante sulla vita, regalandomi un po' di speranza e gioia.

Ora passo invece al libro che ho finito di leggere stasera, prima dell'inizio del film.


È una vita che ti aspetto di Fabio Volo

"Quella sera era un axolotl che aveva deciso di uscire dall'acqua e di iniziare la metamorfosi... iniziare a crescere. [...] quella sera nell'aria c'era una consapevolezza nuova. Una sensazione diversa. C'era davvero una presa di coscienza. Quella sera respiravo profondamente i miei pensieri e le mie emozioni." (pg. 47-48)
Questa metafora mi ha colpito tantissimo e mi piace: originale, stramba, ma va dritta al sodo. Certo prima di afferrarla, bisogna informarsi per scoprire cosa sia un axolotl. Vi risparmio la fatica della ricerca sul dizionario o su Internet: si tratta di un anfibio a rischio estinzione che, oltre ad essere in grado di rigenerare parti del proprio corpo, riesce anche a decidere se diventare adulto o rimanere girino.
Il bizzarro paragone rispecchia fedelmente il mio stato d'animo.
Come Francesco, anch'io, di recente, ho staccato la spina dal mondo per riflettere su me stessa e capire perché, in alcuni momenti della mia vita, non mi sentivo felice ed ero presa da struggenti dubbi ed ansie. "Era arrivato veramente il momento di analizzarsi un po'. [...] di ascoltarsi, di porgere l'orecchio a quella voce. Di farsi delle domande, di provare a trovare delle risposte. <<È finito il tempo di aspettare Godot>> mi aveva anche detto. Dovevo in qualche modo agire. Agire sulla mia vita." (pg. 30).

Francesco, all'età di trent'anni, si rende conto di essere sfuggito fino a quel momento alla vita, di essersi concentrato troppo sul male, sul peggio, non assaporando pienamente i momenti felici e consumando tutto di fretta. Stanco di questo suo modo di esistere, decide di frenare e prendere del tempo solo per se stesso. "Affrontavo le mie paure, i miei dubbi, le mie ansie. Entravo nella grotta dove c'erano i miei mostri, i miei fantasmi e li sfidavo. Cominciavo a conoscermi e a capire molte cose." (pg. 82).
Cavoli, leggere queste parole mi ha fatto rimanere di sasso: ritraggono alla perfezione quanto ho fatto io dalla fine di questa primavera. Non avrei potuto trovare parole migliori per esternare questo percorso così personale e interiore che ho intrapreso. Queste sono efficacissime e calzano a pennello, anche se la ricerca di me stessa mirava a capire chi fossi veramente e cosa desiderassi nella vita. Ma pur sempre di ricerca di se stessi si tratta!

Una volta scovato il malessere che in parte dipendeva da lui stesso, Francesco ha smesso di lamentarsi per passare all'azione e apportare dei cambiamenti nella sua vita.
E ancora una volta, lasciatemelo dire, mi sono immedesimata molto con il protagonista: anch'io mi sono resa conto che dovevo agire e così ho fatto. Basta rimandare o sperare che tutto si risolvesse da sé, come avevo fatto erroneamente in passato. No. Ho affrontato la questione di petto (non senza dolore e sofferenza), ma questo mi è sicuramente servito perché finalmente ho capito chi sono, cosa voglio e in che direzione voglio andare. Come lui, volevo gridare al mondo le cose che avevo scoperto di me. Ma forse non esistono parole sufficienti a dare un'idea di questa consapevolezza: "Sono cose che puoi capire solo vivendole".
Posso solo dire che, anche per me, l'incontro decisivo con me stessa mi ha veramente cambiato, guarendomi dalle mie ansie e dalle mie paure. Il mio errore sicuramente è stato di aver rimandato questo incontro, di aver sperato che tutto si risolvesse da sé o che sparisse magicamente come in una bolla di sapone. Lo ammetto: ho sbagliato, mi è mancato il coraggio di fare il passo. Per questo ho dovuto staccare, per capirmi e stare finalmente bene con me stessa.
Spero che lui possa capirlo e comprendere che sono appunto cose che si possono realizzare solo vivendole insieme.

Interessante, poi, il passo in cui Volo sottolinea come, spesso, ci si trova nella condizione di sperare che il tempo passi velocemente per l'arrivo di qualcos'altro: dei diciott'anni per diventare maggiorenni ed indipendenti; del weekend per spezzare la settimana lavorativa; delle vacanze per andarsene dalla città... E invece come si cade in errore comportandosi così! "Mentre se fossi stato una persona sana, avrei dovuto vivere sperando che il tempo passasse lentamente e mi facesse invecchiare il più tardi possibile. Quanto è assurdo tutto ciò? Come si può pensare a una cosa così tremenda?" (pg. 116).

In conclusione: sicuramente Fabio Volo non è il nuovo Pirandello italiano.
Però questo libro scorre piacevolmente, mi ha regalato spunti di riflessione interessanti e anche pagine divertenti e ilari. Come quando Francesco sta facendo sesso con Giada e, sul più bello, il cane di lei va a leccargli la pianta del piede, facendolo spaventare, ammosciandolo e facendo sbattere la testa della ragazza contro la parete.
Oppure divertente questo passo a pagina 30: "E' finito il tempo di aspettare Godot, mi aveva anche detto. [...] Ma quale era la prima cosa da fare? Il primo passo? E poi, chi cazzo è 'sto Godot? Boh!". :)

Inoltre i numerosi punti d'incontro e di immedesimazione tra me e Francesco (e qui vi cito una frase tratta da "Una vita da lettore" di N. Horby: "Tutti sappiamo che probabilmente le circostanze in cui si legge sono importanti quanto il libro stesso") mi portano ad affermare che si, "È una vita che ti aspetto" mi piace molto, è stato letto in una situazione particolare e, per tutto questo, si merita 3 stelline di tutto rispetto.

lunedì 18 agosto 2008

Love Story


Romanzo piacevole e scorrevole che mi sono bevuta in una sola serata.

Viene ripreso uno dei cliché più antichi del mondo: la storia d'amore travagliata (ma nemmeno più di tanto) tra Oliver, giovane rampollo di Harvard e giocatore di hockey ad alto livello, e Jennifer, ragazza italo-americana, appassionata di musica e senza il becco di un quattrino.

I due iniziano a frequentarsi e sboccia presto l'amore, che si nasconde dietro battutine acide e pungenti. L'unico ostacolo è rappresentanto dal padre di lui, Barrett III: famoso banchiere, ricco sfondato, grande atleta del passato e che pensa di poter governare il mondo. Ovviamente il figlio sente costantemente il peso schiacciante del padre e questo si traduce in un rapporto molto freddo e distaccato tra i due.
Alla fine, quando Ollie decide di sposare la sua Jenny opponendosi al volere genitoriale, si arriva alla rottura totale tra i due.
Nonostante le ristrezze economiche in cui i due novelli sposi si trovano a vivere, la loro unione procede bene (tra i soliti alti e bassi). Poi giunge il momento della riscossa anche per Oliver: il giovane viene assunto in un importante studio legale a New York e, da poveri squattrinati costretti a tirare la cinghia per qualsiasi cosa, i coniugi Barrett diventano dei nouveaux riches.
Ormai sembra andare tutto per il verso giusto, ma poi arriva la tragedia: Jenny, nonostante i suoi 24 anni, è ammalata di leucemia e non c'è alcun modo per guarirla.

Sinceramente mi aspettavo di più da questo romanzo così tanto citato e decantato. Dai commenti letti sembra riuscire a strappare qualche lacrima a qualsiasi lettore, anche al più cinico.
Eppure a me non ha fatto questo effetto, seppure sia un periodo in cui la mia sensibilità è alla stelle. Certo, la sfortuna che si abbatte sui due innamorati è immensa, se consideriamo anche la loro giovanissima età. Però avviene tutto così velocemente, senza una sufficiente introspezione, da lasciarmi insoddisfatta e con le mie aspettative un po' deluse.

Dettagli
"Love Story"
di Erich Segal
Editore: Garzanti
Pg. 134
Data di pubblicazione: 1970
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