martedì 19 maggio 2009

Evviva! Un altro esame a segno!

Ieri ho passato Linguistica Italiana B, con bel 28.
Sono veramente contenta perché, da non frequentante, ho dovuto sudare parecchio per capire alcune tesi sostenute in questo libro:
Detto e non detto - Le forme della comunicazione implicita di Marina Sbisà.
Ho passato giorni e giorni interi (e anche parecchie notti insonni) per cercare di individuare un filo logico dalle parole della studiosa, soprattutto relativamente alle teorie sulla presupposizione di Frege, Russell, Austin, Strawson e compagnia bella.
Lo stress dovuto agli sforzi immani per comprenderlo e il massiccio ricorse a slide, riassunti e saggi pubblicati da altre università, infatti, mi aveva spinto a scrivere queste parole su Anobii, una volta finite le 200 pagine del saggio:
Spero di passare al primo colpo l'esame di linguistica basato su questo testo, così posso finalmente sbarazzarmene. 
Ne ho fin sopra i capelli della comunicazione implicita, dei presupposti e dei sottintesi che accompagnano quanto è comunicato esplicitamente... 
I capitoli sulle presupposizioni, poi, sono scritti in modo troppo complicato e arruffato, obbligandomi a fare ulteriori ricerche per estrapolarne un filo logico. Quelli sulle implicature, invece, sono decisamente più comprensibili. Con i capitoli finali si va (abbastanza) in scioltezza...
E per fortuna è stato così! Esame passato al primo colpo! Ed ora, avanti col successivo..

giovedì 14 maggio 2009

Il corpo delle donne

La clausura continua purtroppo. Tra pochi giorni devo sostenere due esami universitari, uno dopo l'altro. PANICO!!!
Ma voglio interrompere questo silenzio per segnalarvi qualcosa di veramente interessante e su cui riflettere.

Il corpo delle donne è un documentario di Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi sullo scempio televisivo sul corpo delle donne. 
Le donne vere stanno scomparendo dalla tv, sostituite da una rappresentazione grottesca, volgare e umiliante”. 

Qui potete trovare l'audio dell’intervista a Lorella Zanardo, autrice con Marco Chindemi di Il corpo delle donne, a cura di Monica Mazzitelli. 

Mentre in questo sito potete trovare il loro documentario-denuncia sull’immagine femminile proposta dalla televisione italiana. 

Riporto un post interessante sempre della Zanardo (che gestisce anche un blog) su come sia nato il documentario: 

Per anni non ho guardato la tv. Semplicemente la trovavo noiosissima. 
Poi il coautore de IL CORPO DELLE DONNE, Marco Malfi, mi provocò sostenendo che se volevo continuare ad occuparmi di donne, dovevo guardare la tv. 
Così è nato il nostro documentario. 
Fino a quel momento ero sempre stata d’accordo su quanto scrive Giovanna Cosenza sul suo blog: non filmiamo, non fotografiamo i corpi delle donne. Lasciateci in pace. Dobbiamo lavorare, fare figli e crescerli, “far aumentare il PIL lavorando di più e facendo piu bambini,” curare gli anziani. 
Poi ho visto ed ho capito che non potevo sottrarmi. 
La maggior parte delle donne, che costituisce il 60% del pubblico televisivo, ha la televisione come unico strumento di informazione: quello che viene trasmesso diventa riferimento, educazione, esempio. 
Come riusciamo a parlare a queste donne? Dove le intercettiamo? Come facciamo nascere un dubbio sulla validità del modello di donna proposto dalla tv? 
Quando presentiamo IL CORPO DELLE DONNE in pubblico, il commento piu diffuso da parte delle donne è sempre: ” io guardo la tv tutti i giorni, mi fa compagnia…però quelle immagini lì non le avevo mai viste..o forse non me ricordavo così…adesso starò più attenta..”. 
L’assuefazione alla visione di immagini di corpi spogliati ed umiliati ci ha condotto ad utilizzare il montaggio delle immagini tv per educare a “vedere”, per provocare reazioni che sono sempre, da parte di uomini e donne, di disgusto. 
Cioè il proporre un punto di vista diverso fa guardare alla tv in modo nuovo e piu critico. 
Quello che auspico non è una censura televisiva, bensì una chiara inversione della domanda televisiva. Prendere coscienza della profonda discriminazione contenuta nelle immagini femminili proposte dalla tv per chiedere un’altra tv. 
Innescare un processo educativo verso uno sguardo critico alla tv. 
Divenire consapevoli del nostro potere: se non ci piace la possiamo spegnere. Se la spengniamo qualcuno si chiederà cosa ci piace. 
Siamo anche le principali decisori d’acquisto dei prodotti che in tv vengono pubblicizzati. Dobbiamo solo rendercene conto.

Inoltre su youtube trovate i filmati della puntata dell'Infedele di Gad Lerner dove si parla proprio del documentario Il corpo delle Donne (dalla puntata "Berlusconi e le donne") (04/05/2009) 

giovedì 23 aprile 2009

Clausura pre-esami

Scusate l'assenza ma in questo periodo mi sto preparando in vista della sessione estiva degli esami e, avendo l'intenzione di dare 5 esami e mezzo, devo dedicare la maggior parte del tempo alla lettura e allo studio dei testi universitari.
Bandite, gioco forza, le letture per puro piacere personale :(
Inoltre, allo stesso tempo, sto cercando un lavoro nell'area dell'editoria e della stampa che si sta rivelando un lavoro vero e proprio (scusate il gioco di parole)!

Vi lascio la recensione di I love shopping con mia sorella, il penultimo libro che mi sono concessa per mio puro piacere.




Non esistono le mezze misure nella famiglia Bloomwood.
La ben nota Becky, ormai signora Brandon, felicemente accasata con il facoltoso e aitante Luke, è un caso disperato: l'impulso irrefrenabile per lo shopping non l'ha abbandonata, così come l'abilità ad auto-giustificarsi per qualsiasi inutile acquisto/stronzata e la spiccata propensione a fantasticare. Incorreggibile. 


Ma in questo quarto volume della saga viene introdotto un nuovo personaggio ad animare la saga: Jessica, la sorellastra della protagonista, che improvvisamente sbuca nella vita di Rebecca e dei suoi genitori. 
Non c'è bisogno nemmeno di dirlo: i pensieri di Becky partono come un Eurostar e, nella sua testolina grossa come una noce pecan, si susseguono deliziose immagini di due sorelle, quasi gemelle, con un'intesa perfetta, che sgambettano da un negozio di vestiti all'altro, ridacchiando e dandosi consigli modaioli. Alla faccia di quella traditrice di Suze e della sua nuova, ma odiosa migliore amica, Lulu. 

Ma - ta-dan! - guarda caso le aspettative di Mrs Brandon vengono pesantemente deluse e dall'atmosfera densa di attesa che precede il primo incontro tra le due sorelle si passa a una cocente doccia di delusioni: Jessica è una ragazza semplice e ordinaria, un cervellone in gonnella amante delle pietre (no, non quelle vendute da Tiffany's) e con una lingua tagliente e senza peli.
Ma, soprattutto, odia fare shopping! Beh, da una il cui motto è "vivi semplicemente e non essere schiava del superfluo" non ci si può di certo aspettare che vada in visibilio di fronte a dei gioielli scontatissimi o dei vestiti in super saldo. 
Che tragedia per la nostra Becky! Le sue idilliache aspettative finiscono nella spazzatura e, anzi, trova qualcuno che finalmente le dice in faccia come stanno veramente le cose: lei è una povera pazza, malata di shopping, irresponsabile e senza autocontrollo! 
Era ora!
Ah, queste son proprio soddisfazioni!

Stelline: 3

Dettagli
"I love shopping con mia sorella"
di Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 2004
Pag. 346
Prezzo: 8.80€


martedì 7 aprile 2009

A sostegno degli abruzzesi

Vorrei dedicare un sincero pensiero di affetto e tutta la mia solidarietà alle vittime, ai feriti e a tutti coloro che sono stati colpiti dal disastroso terremoto in Abruzzo. Spero che tutti riescano a ritornare alla normalità il prima possibile.
In momenti come questi, ci si sente spesso travolti da un frustrante senso di impotenza di fronte a simili catastrofi naturali. Tuttavia, qualcosa può essere fatto, anche nel nostro piccolo.

Segnalo la possibilità di dare un proprio piccolo contributo in sostegno delle popolazioni colpite al numero 48580. Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni Sms inviato contribuira' con 1 euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l' assistenza.
E' possibile donare 2 euro attraverso una chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero: 48580.Il Dipartimento della Protezione Civile fornira' tutte le indicazioni sull' utilizzo dei fondi raccolti.

Da Annachì, lettrice anobiiana di Pescara, ho ottenuto invece le seguenti informazioni:
  • per offrire disponibilità di alloggio: l’UDU sta cercando posti letto. Telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzazione@udu.it
  • per donare vestiti e coperte: telefonare allo 0852057620. Vi sarà spiegato dove consegnarle;per volontari da tutta Italia: telefonare alla protezione civile nazionale: 06.68201;
  • per volontari da Pescara: telefonare al Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara 085.2057627. E' molto probabile che sia occupato, ma basta insistere un po'. Bisogna essere rigorosamente maggiorenni;
  • per donare il sangue in Abruzzo: rivolgersi presso gli ospedali. Per Pescara: *Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO “Spirito Santo” via Fonte Romana 8 – tel. 085.4252687. Rigorosamente maggiorenni. Bisogna prima TELEFONARE: vi chiameranno loro quando avranno bisogno del vostro sangue;
  • per donare il sangue dal tutta Italia: rivolgersi presso le strutture dell’Avis pi vicine: http://www.avis.it/usr_view.php/id=1545. Bisogna prima TELEFONARE: vi chiameranno loro quando avranno bisogno del vostro sangue;
  • per fare donazioni: Raccolta fondi Croce Rossa Italiana: Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso BNL - roma, intestato a CRI, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020, causale: pro terremoto Abruzzo; Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI causale: pro terremoto Abruzzo; Versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.html
  • Banco Alimentare Abruzzo: Ha bisogno di beni di prima necessità. Telefonare in mattinata, allo 08574313975 [Via Celestino V];
  • per enti locali e associazioni di volontariato, comitati, gruppi organizzati: è possibile attivarsi da subito con i corpi locali di protezione civile, con la associazioni prendendo contatti con i coordinamenti regionali, c’è bisogno di medici, tende, coperte, cibo e supporto logistico. Per informarsi: Dipartimento della Protezione Civile 06.68201.
Infine vi segnalo questo sito, creato appositamente per indicare i diversi modi per prestare soccorso ed aiuto agli abruzzesi.

lunedì 30 marzo 2009

I love shopping in bianco



Due stelline al terzo capitolo della saga di I love shopping, non perché non mi abbia appassionato come i due precedenti. Anzi, a ben vedere, la curiosità di sapere come avrebbe fatto Becky a risolvere la questione del "mi sposo al Plaza di New York con una sfarzosa cerimonia da sogno, ispirata alla Bella Addormentata, oppure mi sposo nella campagna inglese, con una cerimonia intima e casalinga, circondata dalle persone che amo?" mi ha preso molto di più delle vicende precedenti. Infatti, in una sola giornata, mi sono letta oltre 200 pagine per poter arrivare fino alla fine e scoprire come Becky avrebbe risolto l'ennesimo pasticcio in cui si è ficcata. 

Però questa volta l'indecisione, la mancanza di volontà, di affrontare di petto le situazioni che - come ben si sa - caratterizzano Becky Bloomwood raggiungono livelli urticanti
Credo che l'autrice si sia dilungata troppo sui continui tentannamenti della protagonista, che per quasi tutto il libro non riesce mai a trovare l'occasione appropriata per prendere una decisione definitiva che le risparmierebbero tante inutili paranoie, crisi di pianto e isterismi. 

Ancora più irritante è quando Becky sembra rinsavire e diventare una persona intelligente (seeee, ma quando mai?!), acquistando criterio e forza di volontà per dare un taglio netto a uno dei due matrimoni... Peccato che subito dopo tutto il suo buonsenso venga spazzato via dal vento del deserto che si trova nel suo cervello.
E questo accade di continuo. Davvero logorante!

Certo, i momenti divertenti non mancano nemmeno qui. 
Cito un brano a pagina 127, mentre Becky sta conversando con una commessa di Dream Dress per capire quale tipo di abito da sposa potrebbe piacerle. 
"No" ribatte Cynthia con un moto di fastidio, "Tu non scegli il tuo vestito" ripete verso di me, "tu incontri il tuo vestito. Così come hai incontrato il tuo uomo, ora è il momento di incontrare il tuo vestito. E, le assicuro, signorina, c'è un vestito che aspetta solo lei. Potrebbe essere il primo che prova." Cynthia indica una semplice tunica "oppure il ventesimo. Ma quando indossa quello giusto... sentirà un colpo qua." Indica il plesso solare. "E' come innamorarsi. Lo capirà." 
"Davvero?" Mi guardo attorno, sempre più impaziente. "E come lo capirò?" 
"Diciamo... che lo capirà." Mi rivolge un sorriso saggio. "Ha già qualche idea?" 
"Be', ovviamente, qualche idea me la sono fatta..." 
"Bene! E' sempre utile restringere un po' il campo. Allora, prima di cominciare, lasci che le faccia qualche domanda." Toglie il cappuccio alla penna. "Cercava qualcosa di semplice?" 
"Assolutamente" rispondo, annuendo convinta. "Molto semplice ed elegante. O anche elaborato" aggiungo, adocchiando un abito incredibile con una cascata di rose sul dietro. 
"Allora... semplice o elaborato..." dice, scrivendo sul taccuino. "Lo desiderava ricamato o con applicazioni di perline?" 
"Magari." 
"Okay. Con le maniche o senza?" 
"Possibilmente senza" rispondo. "Altrimenti con le maniche."
"Lo voleva con lo strascico?" 
"Oh, si!" 
"Ma non ti dispiacerebbe se fosse senza, no?" interviene Suze, che sta sfogliando Il meglio delle acconciature. "Voglio dire, potresti sempre mettere uno di quei lunghissimi veli." 
"E' vero. Mi paice l'idea dello strascico..." la fisso, colpita da un'idea improvvisa. "Ehi, Suze, se aspettassimo un paio d'anni a sposarci, il tuo bambino potrebbe reggermi lo strascico!" 
"Oh!" Suze si porta le mani alla bocca. "Sarebbe così carino! Ma se poi inciampa? E se si mette a piangere?" 
"Non importa. Potremmo prendergli un vestitino fantastico, sai..." 
"Se non vi dispiace, vorrei tornare a..." Cynthia ci sorride e studia i suoi appunti. "Allora stiamo cercando qualcosa di semplice o elaborato, con o senza maniche, prossibilmente con applicazioni e/o ricami, e con lo strascico oppure senza." 
"Esattamente." Mi guardi attorno per il negozio. "Ma tenga conto che sono una persona molto flessibile!"
Stelline: 2 e mezzo

Dettagli
"I love shopping in bianco"
di Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 2003
Pag. 366
Prezzo: 9.00€

domenica 29 marzo 2009

I love shopping a New York



In I love shopping abbiamo lasciato una Becky Bloomwood più saggia e assennata.
La malata di shopping sembrerebbe aver finalmente imparato la lezione: non si lascerà più trasportare dalla frenesia degli acquisti per non rischiare di contrarre debiti insaldabili. Mai più.

Ma... è veramente così?
Nel seguito I love shopping a New York, Becky dimostra di non aver assolutamente imparato nulla.
Anzi, è persino più sprovveduta di prima, ricadendo pesantemente nel pericoloso vortice dello shopping, ma questa volta tra le strade della Grande Mela...

La sua irrefrenabile passione finiscono addirittura sulle pagine del quotidiano scandalistico Daily World, con terribili conseguenze: tutte le sue prospettive lavorative nel campo della televisione sfumano; la sua rubrica finanziaria al Caffè del mattino viene affidata all'odiatissima Clare Edwards; i solleciti di pagamento la sommergono, insieme ad una citazione in tribunale e purtroppo non c'è più il comprensivo direttore di banca Derek Smeath su cui fare affidamento; e, infine, la sua storia con Luke Brandon va a rotoli. 

Ma alla fine Becky riesce a cominciare una nuova vita e a riottenere la sua dignità (c'è da chiedersi se ce l'abbia mai avuta), iniziando da un gesto liberatorio e simbolico: liberarsi di tutti i suoi vestiti, accessori e oggetti attraverso un'asta per saldare ogni debito.
La rinascita continua con il trasferimento a New York, dove la protagonista diventa un'abilissima consulente di shopping da Barneys.
E proprio nei camerini di questo centro commerciale, Becky farà un emozionante quanto inatteso incontro con l'uomo della sua vita: Luke!

Stelline: 3

Dettagli
"I love shopping a New York"
di Sophie Kinsella
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 2003
Pag. 306
Prezzo: 9.00€

mercoledì 25 marzo 2009

The Killers al MediolanumForum (ex Datchforum) di Assago

Nei giorni scorsi non l'avevo anticipato né menzionato tra una recensione di un libro e l'altra, ma martedì 17 marzo ero tra il pubblico al concerto dei strepitosi Killers in quel di Milano. Probabilmente non il più bel spettacolo musicale a cui abbia assistito e questo è dovuto a diversi fattori.
Iniziamo dall'organizzazione dell'evento: i-n-e-s-i-s-t-e-n-t-e!
Già l'inizio per me non è stato dei migliori - finire schiacciata da una bolgia inquieta e scalpitante contro una transenna divisoria all'entrata del forum, non appena sono stati aperti i cancelli, non è un'esperienza piacevole - e questo avrebbe dovuto costituire un indizio più che sufficiente sull'andazzo della serata. Fortunatamente, io e Marco eravamo tra i primi e siamo riusciti a posizionarci a due metri dal palco, nel tanto ambito parterre. Ambito perchè i biglietti di tutti gli astanti riportavano la scritta POSTO UNICO (in quanto inizialmente il concerto avrebbe dovuto avere luogo all'Alcatraz), autorizzando tutti ad accedere  al parterre. Le conseguenze sono facilmente intuibili: frotte di fan continuavano a riversarsi nello spazio antistante al palco (che, ricordiamolo, ha le dimensioni di un campo da pallacanestro), incuranti del fatto che fosse ormai stipato all'inverosimile.
Inoltre, io mi aspetto che una volta entrata nel palazzetto/stadio di turno e ottenuto il mio posto, mi possa sedere in attesa dell'inizio dello spettacolo. Così è successo in occasione sia del Vertigo Tour degli U2 che del Viva La Vida Tour dei Coldplay (tenutosi nella stessa location a fine settembre 2008). Invece, questa volta, dalle 18.30 e per tutta la durata del concerto, siamo stati costretti a rimanere in piedi, pigiati come aggiunghe in scatola, investiti da continue boccate di fumo di sigaretta (eppure in Italia esiste una legge che vieta di fumare nei locali pubblici!), sospinti senza tregua da irrispettose teste di cazzo con ridicole pretese; e, in tutto questo, la security non ha mosso un dito. Purtroppo gli effetti negativi di questa anarchia insensata e pericolosa si sono visti: svenimenti, lividi e, nei peggiori di case, ossa rotte, oltra ad una palpabile irritazione.
Quando poi i Louis XIV, gruppo spalla, hanno iniziato a suonare, lo spintonamento generale si è intensificato, facendo cadere parecchie persone che si trovavano sotto il palco, come tante tesserine di domino (tra cui la sottoscritta). Non sostenendo più una situazione così degenerata, io e Marco abbiamo deciso di seguire il concerto dalle retrovie del parterre e, finalmente i nostri nervi, duramente messi alla prova da gentiglia strafottente priva di buon senso, hanno tirato un sospiro di sollievo. Ovviamente, la visuale non era paragonabile a quella di cui avremmo potuto godere in prima linea, ma almeno abbiamo evitato di rovinarci lo spettacolo e di uscire dal forum tesi come corde di violino.
Per quanto riguarda l'esibizione in sè dei Killers, la mia valutazione è buona, anche se i quattro baldi giovanotti provenienti da quella città dei balocchi per adulti che è Las Vegas hanno dimostrato un capacità di coinvolgimento nei confronti degli spettatori pari quasi allo zero. A parte l'obbligato saluto iniziale alla città ("Siamo i Killers, al vostro servizio!") e la bandiera italiana sullo schermo alle loro spalle nel finale, ho avuto la sensazione che volessero semplicemente portare a termine il loro compito per passare alla tappa successiva, come dei bravi e diligenti scolari.
Questo particolare non mi ha di certo impedito di divertirmi, di cantare a squarciagola tutta la scaletta, di scatenarmi sulle note della loro prima hit internazionale 'Somebody Told Me', di esaltarmi con la cover dei Joy Division 'Shadowplay' e di farmi cullare dalla melodia di 'This Is Your Life' o dal ritmo spensierato di 'I Can't Stay'.
E di fronte a tutto questo, l'irritazione precedente non può fare altro che volatilizzarsi e lasciare posto a una scia di soddisfazione, di felicità e di eccitazione.
Un grazie a Marco per la sua compagnia, sempre piacevole e gradita, per aver sopportato con me i comportamenti fastidiosi di certi personaggi e per aver condiviso con me anche questo concerto.

Alcune foto che ho scattato durante la serata:

Related Posts with Thumbnails