venerdì 9 marzo 2012

I link della settimana #4


Oggi iniziamo da chi pensa che i minimalisti, i fautori della decrescita, i downshifter (chiamateli come preferite) siano persone egoiste.
Mi viene un po' da ridere leggendo questa definizione, visto che bazzicando il mondo minimalista italiano (e statunitense) non potrei trovare un aggettivo più distante di questo per definirlo.
Al contrario, le donne e gli uomini aderenti al "movimento" minimalista hanno a cuore il futuro del Pianeta, della società, della felicità delle altre persone. E anche della loro ovviamente, ma il loro pensiero e il loro raggio d'azione è a 360° gradi. Sono persone che non stanno chiuse nel loro guscio, ma cercano di innescare riflessioni importanti e di proporre soluzioni alternative concrete.
Nessuno dice che sia semplice. In fondo molti di noi sono cresciuti in condizioni agiate, viziati e coccolati da genitori e parenti, e abituati a ottenere tutto subito. Tuttavia i tempi stanno cambiando, sbattendoci in faccia l'insostenibilità del nostro stile di vita e imponendoci un cambiamento.
Io ci sto provando, anche se la strada da fare è ancora lunga. Ma sono convinta di star facendo la cosa giusta!

C'è chi ha pensato di rispondere a tono al sig. Pascale come Emma e Mariaelena con Egoiste della descrescita? Sì grazie e Maurizio Pascale con Risposta ad Antonio Pascale.

A questi articoli aggiungo le parole di Leo Babauta, che traduco per voi:
Uno dei pilastri del minimalismo è l'eliminazione di tutto ciò che non è necessario per lasciare spazio a ciò che è importante.Se non hai bisogno di una tonnellata di vestiti, te ne liberi. Se non hai bisogno di quel nuovo gadget, non lo compri.Impari ad essere soddisfatto di ciò che già hai, dei beni di prima necessità, delle cose che ami fare piuttosto che possedere.
Anche il video in cima al postThe High Price of Materialism (Il caro prezzo del materialismo), cade a fagiolo:  nel filmato lo psicologo Tim Kasser spiega come la cultura del consumismo americano (ma io direi del mondo occidentale) mina il nostro benessere. Quando la gente accetta supinamente gli onnipresenti messaggi pubblicitari secondo cui per vivere bene bisogna comprare oggetti, non solo sta consumando le limitate risorse del pianeta, ma è anche infelice e meno incline ad aiutare gli altri.
E se lavorassimo tutti insieme per trovare soluzioni che ci permettano di vivere in un modo più sano e sostenibile? Vi stuzzica l'idea? :)

Cambiando completamente argomenti, vi lascio con le parole di Michele Serra sul tristemente noto delitto passionale, da lui meglio definito come nazismo maschile. Infatti le pagine della cronaca nera si riempiono sempre più delle tragiche storie di donne picchiate, violentate e uccise da uomini incapaci di affrontare un addio, di voltare pagina, di rispettare la donna: "Piacenza, uccide una donna e poi si spara"; "Omicidio per gelosia a Verona, strangola la moglie e si costituisce"; "Brescia, uccide l'ex moglie e altre tre persone"; "Stupro nell'Aquilano arrestato militare"; "Roma, violentata e rapinata - In manette due romeni".
Ditemi, dov'è la passione in tutto questo?
Ieri era la festa della donna: di fronte a questo massacro quotidiano mi pare ci sia poco da celebrare, ma tanto per cui lottare.



2 commenti:

Una Snob ha detto...

(Per errorissimo ho cancellato il tuo commento! Riscrivilo pure, e scusa.)

Eleonora Festari ha detto...

XD
Ok, spero di ricordarmi tutto!

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