giovedì 22 aprile 2010

Buona giornata della Terra!


Oggi ho sostenuto l'ennesimo esame del mio corso di laurea specialistica, sociologia dell'organizzazione. Un corso molto interessante e coinvolgente, tra i più belli che abbia mai seguito in 5 anni di università, incentrato sulle implicazioni etico-morali dell'azione organizzativa, sul legame tra mezzi e fini e sulle conseguenze dell'agire burocratico. Il tema è stato analizzato esaminando il caso empirico dell'Olocausto.
I libri in programma erano Modernità e olocausto, di Zygmunt Bauman e La banalità del male di Hannah Arendt. Presto un commento sui temi trattati dai due testi!

E oggi, come vi avevo già anticipato, è anche la Giornata mondiale della Terra!
Buon compleanno Terra! :)

Ecco due collage di foto di bellissimi e coloratissimi fiori (credo che quelli arancione siano dei papaveri nudicaule, mentre quelli rosa/lilla/bianco dovrebbero essere dei brachycoma) che ho scattato oggi in onore dell'evento, come promesso!
Spero vi piacciano!


Ok, forse non sono niente di speciale; per cui vi consiglio di rifarvi veramente gli occhi con le migliori 40 foto naturalistiche scelte da Flickr.

Per quanto riguarda le azioni più pratiche... Sarà che avevo la testa completamente votata all'esame, ma non ho avuto alcuna idea in proposito.
Per cui ho deciso di impegnarmi nella lettura di un libro che contiene molti spunti in tema di ecologia & ambiente: La rivoluzione dei dettagli. Manuale di ecoazioni individuali e collettive di Marinella Correggia.

Per farvi un'idea del contenuto, eccovi la quarta di copertina:
È ancora lunga la lista di ciò che perfino in città una persona può produrre da sé, parzialmente dissociandosi dallo sfruttamento del lavoro ed ell'ambiente. Parliamo di spicchi marginali? Forse no.
La studiosa Hazel Handerson raffigura l'intera economia umana come una torta a tre strati.
Ai primi due non è attribuito valore monetario, eppure reggono il terzo.
Lo strato di base è l'economia di madre natura, ovvero la base di risorse naturali; il secondo è l'economia informale o sociale, centrata sul dono e comprende il fai da te nelle sue molteplici forme, le strutture comunitarie e familiari, il governo della casa, le cure parentali, il volontariato, il baratto, l'aiuto reciproco, la produzione casalinga per l'uso, l'agricoltura di sussistenza. I margini di autoproduzione sono ampi e riappropriarsene significa sottrarre cellule al mercato e contribuire a riequilibrare una realtà in cui la produzione materiale è concentrata in poche affaticate mani, oppure richiede un insostenibile apporto di energia fossile per i macchinari e i sistemi di produzione.
Questo manuale si rivolge agli individui ma cerca anche risposte collettive, nel senso che vuole ispirare e aiutare comportamenti attraverso dettagli pratici e imitabili della conversione ecologico-sociale, ma anche empatica (rispettosa dei viventi) e auto-gestita.
E infine vi propongo il video realizzato per l'occasione da Greenpeace, dal titolo Give Earth a Hand ("Dai una mano al pianeta").

2 commenti:

Occhi di Notte ha detto...

Zigmunt! Lo conosco! Interessantissimo questo corso, davvero!In che Università studi?

Eleonora ha detto...

all'università di Bergamo, facoltà Lingue e Letterature straniere, corso di laurea specialistica in Comunicazione ed editoria :)

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