mercoledì 8 settembre 2010
Vacanze 2010
venerdì 3 settembre 2010
Il mondo di Banana Yoshimoto

The so-called Banana genshō, that is, the “Banana phenomenon", carried me away several years ago, after reading her first novel, Kitchen, which has begun one of my favourite books and has contributed to fire up an unbridled passion for everything which is made in Japan (a passion fomented by big doses of shōjo mangas, josei mangas and spokon mangas).So I couldn't pass up this chance to read this little book written by Giorgio Amitrano, an expert in Oriental culture, Japanese language and literature, and an Italian translator, who tries to let us in the complicated world of an author who is commonly know to become a very shy woman in front of a microphone.Who's behind those tragic stories where death, loneliness, separation, pain and anxiety are always present, but which are able to give readers hope?Who's behind that visual literary style which reminds me of shōjo mangas and which is influenced by literature, music, cinema and all the other visual arts?Who's behind those childish and magical characters, who are able to live only in the present time and following their personal scale of values, which clashes with the prevailing Japanese scale of values?
Il Banana genshō, ovvero il “fenomeno Banana", mi ha travolto ormai da parecchi anni, dopo essermi imbattuta per caso nella sua prima fatica letteraria, Kitchen, che da subito è diventato uno dei miei libri preferiti e che ha fatto nascere in me una passione smodata per tutto ciò che è made in Japan (alimentata dalle abbuffate di shōjo manga, josei manga e spokon manga).Per cui non potevo lasciarmi sfuggire questo libricino scritto da Giorgio Amitrano, orientalista, traduttore italiano ed esperto di lingua e letteratura giapponese, che cerca di farci entrare nel complicato mondo di Banana, notoriamente poco incline a lasciarsi andare davanti a un microfono.Chi c’è dietro a quelle storie spesso tragiche, in cui non mancano mai la morte, la solitudine, la separazione, il dolore, l’inquietudine e che, tuttavia, sanno lasciare nel lettore una scia di speranza?Chi c’è dietro a quello stile così visivo da rendere evidente la forte influenza che lo shōjo manga ha esercitato sulla Yoshimoto e così intriso di contaminazioni provenienti dalla letteratura, dalla musica, dal cinema e da tutte le altre arti visive?Chi c’è dietro a quei personaggi dall’aria infantile e magica, in grado di vivere solo nel momento presente e secondo la propria personalissima scala di valori, in pieno contrasto con quella imperante nel sistema-Giappone?“Nei romanzi di Banana c’è sempre questa piccola catena di gesti pazienti, eseguiti da più persone, che nell’ombra ricuciono giorno per giorno ciò che altri giorno per giorno distruggono. Curare e guarire le ferite prodotte da altri, per molti personaggi di Banana, è l’unico modo possibile di esistere al mondo.”(G. Amitrano, Il mondo di Banana Yoshimoto, p. 96.)
mercoledì 4 agosto 2010
Appello CONTRO i FEMMINICIDI - Stop Violence Against Women

"In base ai dati statistici raccolti dalla Casa delle Donne di Bologna, in Italia una donna muore assassinata dal partner ogni due/tre giorni. Sono oltre 100 le donne che ogni anno, dopo anni di violenze e stalking vengono assassinate per mano di un familiare, oppure mentre stanno affrontando la separazione."
Noi, voi ed io, con quella fogna non c’entriamo.Questa non è la vita, questo non è il mondo.Voi che avete vent’anni e meno, per favore credetemi.Questo che avete davanti a voi momentaneamente, può essere spazzato via.E a volte basta poco per avviare un cambiamento epocale.Credeteci.Già il fatto di crederci modifica il mondo.Unitevi con quelli che vi assomigliano.Poi dite no a tutto cio’ che non vi pare giusto e bello e degno.Iniziate a pensare a modo vostro, partite dalle cose che ritenete piu importanti, intendo proprio quelle che voi ritenete piu importanti, non quelle che si leggono e che spesso non contano nulla.Sognate.Poi bisognerà calare il sogno nella realtà: qualche limatura, qualche rinuncia ma ce la si può fare.Chi lo dice che il mondo non possa essere vostro?Chi lo dice che tutto non possa essere messo in discussione?Noi, io con voi, con questa feccia non c’entriamo.Credetemi.

"On the basis of some statistical data gathered by the Center of women against violence in Bologna, a woman is killed by her intimate partner every two/three days in Italy. Every year, more than 100 women are killed by a relative or while divorcing."
lunedì 2 agosto 2010
L'abito di piume

After 8 years, the relationship between Hotaru and a famous married photographer with offspring comes to an end.The girl is torn and she decides to return to the place where she was born because she can't live in Tokyo anymore as this city is full of memoirs of her love story. So she moves back to her home town, surrounded by mountains, streams and fields and crossed by a magic river.Here she finds peacefulness again, thanks to the affection of strange but special people. And as the author writes in the postscriptum, also the reader will get some benefit and will be tranquillized by this lovely story.
Dopo 8 anni, la relazione tra Hotaru e un famoso fotografo sposato e con prole giunge al termine.Dilaniata dal dolore, la ragazza lascia Tokyo, ormai troppo carica di ricordi della sua storia d'amore per continuare a viverci, e ritorna nel suo paese natale, circondato da montagne, torrenti e campi e attraversato da un fiume quasi magico.Qui riuscirà a ritrovare la serenità perduta, circondata dall'affetto di persone un po' bizzarre ma speciali.E come la stessa Yoshimoto dichiara nel postscriptum, anche il lettore ne trarrà beneficio, sentendosi rincuorato e rasserenato da questa storia delicata: "Mi farebbe piacere se qualcuno che sta affrontando un brutto momento la leggesse e riuscisse ad alleviare le proprie sofferenze, senza pensare di trovarci dei messaggi particolari."
sabato 24 luglio 2010
Appello contro la legge bavaglio!

Sottoscrivo anche io la lettera appello preparata da Guido Scorza e indirizzata ai nostri scellerati legislatori.
Al Presidente della Camera, On. Gianfranco FiniAl Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia BongiornoAi Capi-gruppo alla Camera dei DeputatiA tutti i DeputatiLa decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.
La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.
Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.
Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall'occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.
Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell'antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.
Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.
L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.
giovedì 8 luglio 2010
Creative Workshop ~ This is who I am ~ Part Two

What I love the most about myself is that I'm crazy and sunny.What I hate the most about myself is that I'm competitive.
Being competitive drives me crazy sometimes, but achieving my goals makes me a happy & sunny girl!
The good thing about being competitive is that I always to my best at whatever I'm doing in order to get the best results.Being a competitive person is great because it helps me to be productive and makes me feel good.
{ My photo assignment }

Ciò che amo di più di me stessa è l'essere matta e solare.Ciò che più odio di me stessa è l'essere competitiva.
Essere competitiva, a volte, mi fa diventare matta, ma quando poi raggiungo i miei obiettivi divento una ragazza felice e solare!
Il lato positivo nell'essere una persona competitiva sta nel fatto che questo mi spinge a fare del mio meglio in qualsiasi cosa faccia per ottenere i migliori risultati.Essere competitiva è bello perché mi aiuta a essere produttiva e mi fa stare bene.
{ La sfida fotografica }





