lunedì 9 febbraio 2009

Il flâneur

"Il flâneur"
di Edmund White

Chi è il flâneur?
E' colui che passeggia nelle città,"sempre senza meta, persino senza scopo... un abbandono passivo al flusso aleatorio delle strade innumerevoli e piene di sorprese."
Il flâneur, dunque, rappresenta un tipo di passeggiatore ormai molto raro; quasi nessuno può permettersi il lusso di gironzolare per una città, solo per il gusto di farlo e senza una meta precisa o un determinato scopo in testa. Anche i turisti, sebbene camminino alla scoperta di una città, sono costantemente pressati dal desiderio di vedere quel monumento o quella chiesa.
Infatti il flâneur "ha per definizione un'enorme quantità di tempo libero, è uno che può uscire la mattina o il pomeriggio per andarsene a zonzo senza meta, dato che un obiettivo specifico o un rigoroso razionamento del tempo sono antetici al vero spirito del flâneur. Un eccesso di etica del lavoro ostacola l'aspirazione a curiosare, a perlustrare, a sposare la folla." E Parigi è il luogo ideale per essere visto da questo bighellone solitario.
"[...] Parigi, terra di novità e di distrazione," è "la grande città del flâneur... quel bighellone senza meta che si perde nella folla, che non ha destinazione e va dovunque il capriccio o la curiosità dirigano i suoi passi."
"A Parigi ogni quartiere è virtualmente bello, allettante e pieno di delizie inaspettate, specialmente quelli che si aprono a ventaglio attorno alla Senna dal primo verso l'ottavo arrodissement. Questa è la Parigi classica, delimitata dall'Arco di Trionfo e dalla Torre Eiffel a ovest, e dalla Bastiglia e dal Panthéon a est. Ogni cosa all'interno di questo magico parallelogramma merita una visita a piedi, a cominciare dalle due isole sul fiume, l'Île del Cité e l'Île Saint-Louis, per poi risalire boulevard Saint-Germain.des-Prés, col suo trio di famosi locali: il ristorante Lipp e i due bar gemelli, il Flore e Les Deux Magots."
Ma quella che Edmund White ci fa scoprire non è la nota Parigi del Louvre, della Tour Eiffel e del Sacré-Coeur; ma è quella dei posticini dimenticati, remoti, medievali e dei luoghi abitati da gente che vive ai margini, come ebrei, neri, gay e arabi, che riservano un loro fascino particolare, sconosciuto ai più.

Grazie mille a Ele che mi ha regalato questo libro, sulla mia amata Parigi!

Stelline:

Dettagli:
"Il flâneur"
di Edmund White
Editore: Guanda
Data di pubblicazione: 2001
Pag. 169
Prezzo: 12,00€

2 commenti:

liberoPensieRoberto ha detto...

Vi sono momenti in cui sento l'irrefrenabile bisogno di mettermi la giacca ed indossare la sciarpa, con un ritmo lento e la solennità d'un rito pagano; chiudo la porta di casa - uno, due giri di chiave - metto le mani in tasca, e parto per una camminata lunga, anarchica ed immotivata.
Respiro gli odori, immagazzino immagini per la mia labile memoria visiva, e camminando, penso.
Le definizioni generalmente mi stanno strette come una maglia di lana più piccola di due taglie, ma diciamo che "flàneur" potrebbe assomigliare a ciò che son'io.

Hai un blog molto stimolante sai?
Ciao, buona giornata

Eleonora ha detto...

grazie per il complimento... stimolante mi piace molto! ^___^
buone passeggiate da flâneur! ;)

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