lunedì 22 marzo 2010

RAI per una notte


Volevano metterli a tacere. Ma ormai il livello di indignazione è tale da aver coinvolto sia i diretti interessati colpiti dalla censura pre-elettorale sia quei cittadini ormai stanchi dell'invadenza scandalosa dei partiti politici nel mondo dell'informazione, che ha raggiunto il culmine con il telebavaglio imposto ai programmi d'informazione RAI. Ed ora, eccoli qui, con il fuoco negli occhi e grinta da vendere, pronti a fare scintille. Questa volta l'oscurantismo e l'ostracismo non avranno la meglio.
Santoro l'aveva dichiarato sui quotidiani, alle radio e anche durante la manifestazione di protesta davanti agli studi della RAI di via Teulada del 2 marzo scorso: "Norma illegittima. Farò una puntata il 25, sul Web." E la promessa è stata mantenuta.

Infatti l'appuntamento con l'informazione libera è fissato per giovedì 25 marzo alle ore 21 al Paladozza di Bologna.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha deciso di organizzare RAI per una notte, uno sciopero bianco per la difesa della libertà di stampa e dell’informazione.
"Rai per una notte sarà una manifestazione – trasmissione condotta da Michele Santoro con la partecipazione di Giovanni Floris, Daniele Luttazzi, Marco Travaglio, Vauro, la squadra di Annozero e molti altri ospiti del mondo del giornalismo e dello spettacolo."
Per chi non avesse la possibilità di raggiungere il capoluogo emiliano ci sono a disposizione altri mezzi di comunicazione che permetteranno di seguire l'evento in diretta e di esserne partecipi almeno virtualmente (segnalo solamente i ritrovi per la mia regione, la Lombardia, perché elencare tutto per le 21 regione italiane sarebbe noioso ed eccessivo; quindi se leggete questo post e non siete residenti in Lombardia non arrabbiatevi, ma date un'occhiata al sito di RAI per una notte):
  • in piazza: a Milano sarà allestito un maxischermo alle Colonne di S. Lorenzo in Corso di Porta Ticinese e sono organizzate delle visioni "di gruppo" presso Le Portrait Brasserie in via Zumbini 6 e alla Libreria del Mondo Offeso in Corso di Giuseppe Garibaldi 50; a Bergamo l'appuntamento è al Caffè Letterario in via San Bernardino 53 e a Lodi presso il Circolo ARCI Ghezzi in Via Maddalena 28;
  • in televisione: vi devo rimandare alla pagina del sito perché questa sezione è ancora in allestimento. Però se avete Sky sappiate già da ora che Current (Sky 130) trasmetterà questa speciale puntata di Annozero, come confermato dallo stesso Al Gore, fondatore di questo network televisivo: "Current racconta le storie che altri non raccontano. Ecco perché siamo orgogliosi di diffondere un importante programma d’informazione come Annozero, specie nel momento in cui altri canali non lo fanno. Current è votata all’indipendenza e al racconto fattuale. Continueremo a lavorare con il nostro pubblico e con la community creativa italiana nel proporre e produrre le più importanti storie del giorno";
  • alla radio: in Lombardia la diretta verrà trasmessa su Radio Popolare e Radio Bruno;
  • su Internet: ecco solamente alcuni nomi, tra i più noti: La Repubblica, L'Unità, L'Antefatto, Blogosfere e Metilparaben.
Vi lascio con due video.
Nel primo Michele Santoro ospite della Dandini a Parla con me.
Nel secondo Marco Travaglio alla conferenza stampa di RAI per una notte.



venerdì 19 marzo 2010

La tecnica del pomodoro

Si tratta di un e-book scaricabile gratuitamente a questo indirizzo, disponibile sia in lingua inglese che in italiano, di cui sono venuta a conoscenza grazie a La Kore.

Io sono particolarmente appassionata di blog, siti e libri sulla crescita personale, sul miglioramento della propria vita (sotto qualsiasi aspetto) e, soprattutto, che presentano metodi efficaci per incrementare la qualità dello studio e del lavoro.
La tecnica del pomodoro (o the Pomodoro Technique in ammeregano), ideata da Francesco Cirillo, consiste in un semplice sistema volto a migliorare la produttività sia nello studio che al lavoro, a ridurre la sensazione di ansia verso lo scorrere del tempo, ad aumentare la focalizzazione e la concentrazione riducendo le interruzioni, ed a incrementare e mantenere il livello di motivazione.
Il metodo proposto è piuttosto semplice ed essenzialmente consiste nell'utilizzare un timer (magari a forma di pomodoro, da cui il nome della tecnica!) caricato su 25 minuti durante i quali dobbiamo sforzarci di concentrarci sul nostro lavoro/studio. 25 minuti di puro lavoro, al termine dei quali si fa una breve pausa di 3/5 minuti per rilassare la mente e ricaricare le pile. Terminata la pausa, si ricarica il timer su 25 minuti e si prosegue in questo modo, fino al completamento dell'attività che ci siamo prefissati di realizzare.
La faccenda, come potete vedere è piuttosto semplice nei suoi tratti fondamentali, ma nella quarantina di pagine che compongono il libro elettronico vengono spiegati anche altri dettagli che rendono la tecnica ancor più interessante e stimolante.
Ad esempio, come gestire le interruzioni interne (ovvero quelle che dipendono da noi) e quelle esterne (una telefonata improvvisa da parte di un amico, un'email del capo, ecc) che possono frapporsi tra noi e il nostro obiettivo di svolgere 25 minuti di lavoro. E non pensate che sia così facile saper gestire le distrazioni che provengono sia dal mondo esterno che dalla nostra mente in continuo movimento. Riuscire a lavorare o studiare ininterrottamente per 25 minuti è una vera impresa!

martedì 2 marzo 2010

L'ultima lezione - La vita spiegata da un uomo che muore


Di una vita non conta la durata, ma l'intensità
Jacques Brel


Credo siano pochi coloro che ancora non conoscono Randy Pausch, docente di informatica presso l'università statunitense Carnegie Mellon di Pittsburgh, Pennsylvania. Se non avete idea di chi sia, è ora di recuperare!
Nel 2006, all'età di 46 anni, gli è stato diagnosticato un cancro del pancreas metastatizzato, ulteriormente peggiorato con il tempo fino a quando, nell'agosto 2007, i medici gli diedero tra i tre e i sei mesi di discreta salute. Un giudizio senza appello di fronte al quale, molto probabilmente, ognuno di noi si sentirebbe travolto da un dolore senza nome. Il mondo crollerebbe in mille pezzi.
Ovviamente anche l'esistenza di Randy Pausch è stata sconvolta da questa sentenza di morte, ma anziché passare gli ultimi mesi di vita a disperarsi, piangere o a farsi compatire, l'informatico americano ha reagito con ammirevole forza e coraggio, realizzando un fantastico video, cliccatissimo su YouTube, intitolato "Last Lecture: Really Achieving Your Childhood Dreams" (ovvero "L'ultima lezione: realizzate i vostri sogni d'infanzia) che ha commosso e ispirato migliaia di persone in tutto il mondo.

Da questa lezione tenutasi nel settembre 2007 presso la Carnegie Mellon University è stato tratto anche un libro dal titolo L'ultima lezione - La vita spiegata da un uomo che muore, edito in Italia da Rizzoli.
Si tratta di un discorso sulla gioia di vivere e su quanto Pausch apprezzasse la vita. Dalle sue parole emerge un uomo che, nonostante la consapevolezza del poco tempo rimasto a sua disposizione, è riuscito a conservare l'entusiasmo fino all'ultimo e a dimostrarsi grato per essere riuscito a realizzare molti dei sogni che aveva fatto da bambino e riconoscente anche verso quei sogni che ha cercato di esaudire senza successo, perché anche questi lo hanno aiutato a crescere.
Sono tante le lezioni di cui ci fa dono Pausch; molte possono sembrare banali e scontate, ma in realtà si tratta di aspetti della vita a cui spesso non attribuiamo la giusta importanza, come quella che dovremmo dare al tempo. Purtroppo il tempo non è infinito, anche se spesso cadiamo nell'errore di ritenerlo tale. Pausch ci consiglia di imparare a gestirlo e ad amministrarlo con oculatezza.
"Il tempo è tutto quello che avete. E potreste scoprire un giorno di averne meno di quanto pensavate."
E ancora: trattate gli oggetti come tali e liberatevi dalla schiavitù della moda, che ha vita breve e cerca di impressionare solo in modo superficiale.
"La moda, fra l'altro, è puro commercio mascherato da frivolezza. [...] Il fatto che la moda passi e poi ritorni sulla base esclusiva di quello che poche persone da qualche parte pensano di poter vendere, beh, per me è da pazzi."
Pausch infonde coraggio a tutti noi, spronandoci a prendere in mano le nostre vite e a plasmarla secondo i nostri desideri, senza mai indietreggiare di fronte alle difficoltà perché "i muri esistono per una ragione. Non certo per allontanarci, ma per darci la possibilità di dimostrare quanto davvero desideriamo qualcosa."

Grazie Randy per questa stupenda e intensa lezione.

RIP

Stelline: 4

Dettagli:
"L'ultima lezione - La vita spiegata da un uomo che muore"
di Randy Pausch e Jeffrey Zaslow
Editore: Rizzoli
Anno: 2008
Pag. 231
Prezzo: 9€

sabato 20 febbraio 2010

Io, piccola ospite del Führer

nella foto sulla copertina, Hitler e la piccola Helga Goebbels, uccisa con i suoi fratelli Hilde, Helmut, Holde, Hedda e Heine (tutti i nomi iniziavano con la H in onore al führer) dalla madra Magda con del cianuro, perché - come sostenuto dalla signora Goebbels in persona - erano stati concepiti in funzione del Terzo Reich e che quindi non avevano ragione di esistere senza di esso.

Con l'inizio del secondo semestre accademico, ho iniziato a seguire un corso molto interessante e coinvolgente: Sociologia della comunicazione. Il professore riesce a organizzare delle lezioni piacevoli, offrendoci degli elementi di riflessione stimolanti, richiedendo costantemente la nostra partercipazione e di svolgere del lavoro a casa ogni settimana (ricalcando l'impostazione delle lezioni accademiche nelle università statunitensi). Il tema del corso è quello delle implicazioni etico-morali dell'azione organizzativa, del legame tra mezzi e fini e delle conseguenze dell'agire burocratico, analizzato esaminando il caso empirico del nazismo tedesco.

Tra i compiti ricevuti per la prossima settimana, c'è quello di approfondire la figura di Adolf Hitler, partendo dalla sua infanzia fino ad arrivare al suo suicidio nel bunker sotto la Cancelleria del Reich.
Sono quindi andata in biblioteca alla ricerca di materiale utile per svolgere il compito assegnatoci dove ho scoperto la scrittrice polacca Helga Schneider, autrice di numerosi libri sulla sua esperienza nella Germazia nazista.
Ho letto Io, piccola ospite del Führer, ambientato nella Berlino massacrata dai bombardamenti e tormentata dalla fame del 1945, dove non c'è più corrente elettrica e acqua, e l'aria dall'odore nauseabondo è irrespirabile a causa dei continui incendi che imperversano nei quartieri.
"E si deve inoltre fare a meno di una cosa che sembra non degna di menzione, ma che è altrettanto indispensabile: la carta igienica. [...] Una sera un vecchio si è messo a piangere vedendo un libro di Rilke usato a tale scopo. si è rincantucciato in un angolo e tra i singhiozzi ha detto che, per colpa di Hitler, il popolo tedesco ha toccato il fondo dell'inciviltà e della miseria umana."
(pag. 6)
Qui abita Helga con il suo fratellino Peter, il nonno e l'insopportabile matrigna Ursula.
I due bambini vengono scelti insieme ad altri piccoli privilegiati per una "gita" nel bunker del Führer. Non si tratta di un gesto caritatevole nei confronti della parte più debole del popolo tedesco, ma solo l'ennesima disperata strategia propagandistica del ministro Joseph Goebbels.
Scortati dall'imponente e imperiosa Marianne, il gruppo di visitatori percorre a bordo di un malandato autobus le strade dissestate dell'ormai irriconoscibile capitale tedesca, dove, ad ogni angolo, sono accumulati mucchi di cadaveri e di macerie.
Arrivati a destinazione, Helga scopre un ambiente disgustoso e sinistro dove vige ancora un'atmosfera di autoritarismo scriteriato:
"... un angusto dedalo di morte nel quale, malgrado la fine e la sconfitta fossero palesi e vicini, vigeva ancora una disciplina ottusa e pedante. [...] era stato previsto un sistema d'illuminazione essenziale, disadorno, che diffondeva nell'ambiente una luce fosca e spettrale."
(pag. 31)
L'unico aspetto positivo di questa visita è il cibo che viene dato in mensa ai piccoli ospiti: pane, salsicce, marmellata, latte zuccherato, frutta... Cibo vero, salutare e nutriente che riesce a placare l'avida fame di questi bambini che non hanno memoria di un pasto vero, degno di questo nome.
Per il resto, il soggiorno nell'ultima dimora del Führer si rivela un'esperienza inquientante per Helga, che mai più potrà cancellare dalla sua memoria le ore trascorse in quell'ambiente opprimente e cupo.
E nemmeno potrà dimenticare come il vero Hitler fosse una persona totalmente diversa da quella autoritaria, forte e caparbia presentata nelle fotografie appese alle pareti delle case tedesche o che la radio ostinatamente cercò di comunicare alla nazione tedesca fino agli sgoccioli della dittatura.
Come scrive la Schneider nella prefazione:
"era un uomo malato, che soffriva d'insonnia cronica, frequenti attacchi di cefalea, disturbi gastrointestinali e, negli ultimi tempi, anche di capogiri, spasmi alle gambe e alterazioni d'equilibrio che spesso lo costringevano persino a reggersi ai muri. Manifestava inoltre un forte tremore alla mano sinistra e al capo."
Un dittatore svigorito e fiacco che rispecchiava perfettamente una società come quella tedesca malata e disgregrata, formata da individui dal cervello vuoto e amorfo a cui era sempre stato richiesto di non pensare né chiedere, ma solo sapere. Persone indottrinate a tal punto da sacrificare se stesse e la propria famiglia per l'amore per il Führer e lo Stato.
Come la stessa madre di Helga, che abbandonò i due figli per abbracciare completamente la causa nazista:
"più nazionalsocialista che moglie; più nazionalsocialista che madre; più nazionalsocialista che angelo del focolare."
(pag. 91)

Stelline: 5

Dettagli:
"Io, piccola ospite del Führer"
di Helga Schneider
Editore: Einaudi
Anno: 2006
Pag. 131
Prezzo: 10,80€

Leggere, leggere, leggere!

Leggere, leggere, leggere!
26 Marzo 2010
1°esperimento nazionale



"I libri non nuocciono alla salute e l'uso prolungato può provocare indipendenza"

Ferruccio de Bortoli


Si tratta di una lodevole e interessante iniziativa proposta dal blogger Alberto Schiariti.
In poche parole, ecco di cosa si tratta: il 26 marzo 2010 regala un libro ad uno sconosciuto, insieme ad altre migliaia di persone che lo faranno in tutta Italia.
Una proposta davvero audace, in un Paese come l'Italia dove l'abitudine alla lettura è poco radicata e dove il totale di libri posseduti dalle biblioteche per abitante è il più basso della media europea (in cattiva compagnia con la Spagna).

Il libro questo sconosciuto. Almeno in Italia. I lettori, infatti, sono solo il 38 % sul totale della popolazione di età superiore ai 14 anni, ma solo il 10 % si possono definire "abituali".
[...]
I dati sono forniti dall'AIE, l'Associazione Italiana Editori e sono impietosi. Elaborando i dati Istat del 2009, infatti, l'associazione rileva che, nel 2009 il 45,1 % degli italiani di età superiore ai 6 anni ha letto almeno un libro non scolastico (25 milioni e mezzo). Ma la fascia dei lettori saltuari (da 1 a 11 libri l'anno) è consistente: quasi 22 milioni di persone sopra i sei anni d'età. Chi legge più di 12 libri l'anno, infine, rappresenta solo il 6,9 % (3 milioni e 900 mila).
[...]
Indubbiamente, a rendere ancora più difficile la propensione alla lettura c'è il fatto che la spesa per acquisto di libri da parte delle bibilioteche pubbliche è scesa dai 65,5 milioni di euro del 2005 ai 48 milioni di euro del 2008 e che ci sono ancora 691 comuni con più di 10 mila abitanti totalmente privi di emeroteche aperte alla popolazione, lasciando senza questo strumento il 21,3 % della popolazione italiana (quasi 13 milioni di persone).


(da un articolo di Repubblica del 17 febbraio 2010)

Eppure l'idea sta riscuotendo un successo enorme, con grande meraviglia del suo ideatore: commenti entusiastici da parte di moltissime persone sul suo blog Pensoscrivo; oltre 200mila iscritti al gruppo dedicato all'esperimento su Facebook (in costante aumento); numerosi mezzi della comunicazione hanno dimostrato un grande interesse verso il coraggioso progetto, come La Stampa.
Chi l'avrebbe mai sperato...

Quindi aderite anche voi all'iniziativa e bando al pessimismo!
Scegliete un libro che vi è piaciuto, che vi ha lasciato qualcosa, che vi ha emozionato, divertito, fatto piangere. Magari scrivete una dedica sulle prime pagine, spiegando il motivo del vostro gesto così insolito in una società fatta di individui sempre più chiusi in se stessi e sospettosi nei confronti dell'altro oppure descrivendo il piacere della lettura.
E il 26 marzo raccogliete tutto il coraggio di cui siete capaci, superate la barriera dell'imbarazzo che potrebbe bloccarvi nell'approcciare un estraneo e fate questo splendido dono alla persona seduta di fronte a voi sul treno, al vostro vicino di posto sul pullman che vi porta al lavoro, alla signora che sta guardando avidamente le vetrine nel centro città...

Perché tutto questo? Come spiega Schiariti stesso:
"Voglio avere fiducia. Voglio credere che la cultura possa ancora sconfiggere l’ignoranza. Voglio credere che sotto i colori di ogni partito ci siano ancora persone. Voglio credere che ogni sconosciuto desideri fare amicizia con voi. [...] Voglio credere. Credere di poter cambiar qualcosa."
Come recita un detto marchigiano: "Tanti noci insieme suonano... Una sola no."
Dunque facciamo sentire e partecipiamo numerosi!

Vi lascio con il video dedicato a Leggere, leggere, leggere!

domenica 14 febbraio 2010

Quei gesti che non ti aspetti...

una mia foto fatta sabato pomeriggio lungo le rive del fiume Serio


Marco mi ha regalato un Account Pro su Flickr.

Sono molto felice, anche perché si tratta di un regalo del tutto inaspettato (visto che non siamo soliti festeggiare San Valentino) e che desideravo da tanto tempo.
Mi ha riempito di gioia alzarmi stamattina e trovare, tra le tante email spazzattura, una lettera elettronica con l'oggetto "[Flickr] Ti ho regalato Flickr!" per comunicarmi che Lui ha acquistato per me un account Pro Flickr di un anno!
Ora posso fare un sacco di attività che prima mi erano precluse con l'account normale.
Qualche esempio? Eccolo!
  • l'account Flickr Pro mi permette di uploadare tutte le fotografie e i video che desidero, senza limiti di spazio e di grandezza;
  • posso organizzare le mie foto tramite una quantità illimitata di set e di collection;
  • posso ottenere le statistiche sul mio profilo (come quante volte le mie foto vengono visualizzate oppure come gli utenti sono arrivati alle mie foto) tramite Google Analytics;
  • e tanto altro ancora...
Grazie Marco ♥!

venerdì 12 febbraio 2010

Esami di gennaio: bye bye!

E la sessione invernale è finalmente finita. Lunedì ho sostenuto l'ultimo esame, lo scritto di filosofia del linguaggio incentrato principalmente sulle teorie semiotiche di Saussure, Peirce, Hjelmslev ed Eco. Probabilmente settimana prossima saprò il risultato, ma sono abbastanza convinta di averlo superato. Spero anche con un buon voto!


Da settimana prossima iniziano le lezioni del secondo quadrimestre, tra cui c'è anche la frequenza obbligatoria del laboratorio di editoria.
Per cui ho passato questa settimana riposandomi, recuperando le tante ore di sonno perse tra gennaio e inizio febbraio a causa degli esami, leggendo solo libri e riviste sulla fotografia, scattando tante foto per il mio progetto fotografico - tra cui un reportage fortuito sulla manifestazione di protesta degli ambulanti contro lo smantellamento del mercato coperto di Crema svoltosi ieri mattina nelle vie del centro città - e limitando al massimo l'utilizzo del portatile.

Oggi, invece, del sano shopping all'outlet di Franciacorta che si è rivelata un'esperienza insieme entusiasmante e deprimente, per motivi che sicuramente non sciorinerò in questa sede.
E ora, per concludere degnamente questa giornata molto alla Sex & the City, un'uscita only girls con due mie grandi amiche.

Buona serata!
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